Liste d’attesa, Umbria in affanno: solo il 62,7% delle prime visite nei tempi previsti. Criticità anche per gli esami diagnostici
La regione tra le peggiori in Italia secondo il rapporto Agenas: per le prime visite è terzultima, mentre per gli accertamenti diagnostici si ferma al 64,7%. Si registrano segnali di miglioramento, ma il divario rispetto alla media nazionale resta ampio

Le liste d’attesa continuano a rappresentare una delle principali criticità per la sanità umbra. A confermarlo è il bollettino di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che fotografa l’andamento delle prenotazioni e il rispetto dei tempi di garanzia nei primi nove mesi del 2026. Il quadro che emerge per l’Umbria è ancora difficile: la regione resta tra le ultime in Italia sia per le prime visite specialistiche sia per gli esami diagnostici effettuati entro i tempi previsti. Il dato più preoccupante riguarda le prime visite, per le quali l’Umbria raggiunge appena il 62,7% di prestazioni erogate nei tempi di garanzia. Una percentuale che la colloca molto in basso nella graduatoria regionale, vicina alla Sardegna, al 64,3%, e alla Puglia, che registra il dato peggiore con il 55,3%, considerando che la Sardegna ha una percentuale leggermente superiore a quella umbra.
Il Friuli-Venezia Giulia si attesta al 67,8%, restando anch’esso sotto la soglia del 70%. La distanza rispetto alle regioni più virtuose è considerevole. La Basilicata raggiunge il 99%, le Marche il 94,7%, il Lazio il 92,3% e il Veneto il 90,5%. Numeri che evidenziano quanto sia ancora ampio il divario territoriale nell’accesso alle prestazioni sanitarie e nella capacità di garantire visite entro le scadenze previste.
Le difficoltà umbre non si fermano alle visite specialistiche. Anche sul fronte degli esami diagnostici la regione presenta una situazione critica: solo il 64,7% degli accertamenti viene eseguito entro i tempi stabiliti. L’Umbria rientra così tra le tre regioni italiane che non raggiungono il 70%, insieme alla Puglia, ferma al 63,4%, e alla Valle d’Aosta, al 69,7%.
Il dato assume particolare rilievo se confrontato con la media nazionale, che per gli esami diagnostici arriva all’85%. In testa alla graduatoria si trova il Veneto, con il 97%, seguito dalla Campania al 95,8%, dalla Basilicata al 95,1% e dalle Marche al 92,5%. Anche in questo caso, quindi, l’Umbria mostra un ritardo significativo rispetto alle realtà che riescono a garantire con maggiore regolarità le prestazioni entro i tempi previsti.
Dal rapporto emergono comunque alcuni segnali incoraggianti. Rispetto alla precedente rilevazione, l’Umbria ha registrato un miglioramento sia per le prime visite sia per gli esami diagnostici. Un andamento positivo che, tuttavia, non è ancora sufficiente a colmare le difficoltà accumulate e a riportare la regione sopra la soglia del 70% in entrambe le categorie.
Per i cittadini, il problema si traduce nella difficoltà di ottenere in tempi adeguati una visita specialistica o un accertamento necessario. Le attese possono incidere sui percorsi di diagnosi e cura e alimentano la necessità di rafforzare la capacità del sistema sanitario di rispondere alla domanda di prestazioni. I dati Agenas, da soli, non indicano le cause specifiche delle criticità umbre, ma mostrano con chiarezza la dimensione del divario rispetto alla media italiana.
La sfida per la sanità regionale resta dunque quella di consolidare i progressi, ridurre i tempi di accesso e garantire una maggiore tempestività delle prestazioni. Il miglioramento registrato rappresenta un punto di partenza, ma i risultati continuano a collocare l’Umbria tra i territori che devono recuperare maggiormente sul fronte delle liste d’attesa.
A livello nazionale, il quadro è in miglioramento, anche se restano numeri rilevanti. Nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni complessive sono passate da 19,7 a 21,8 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento di poco più di due milioni. Le prime visite specialistiche sono salite da 11,3 a 12,3 milioni, mentre gli esami diagnostici sono passati da 8,4 a 9,5 milioni.
La percentuale di prime visite effettuate entro i tempi di garanzia è cresciuta dal 76,9% al 78,6%, mentre quella degli esami diagnostici è aumentata dall’83,3% all’85%. Restano però oltre quattro milioni le prenotazioni oltre i tempi di garanzia, di cui circa 2,62 milioni relative alle prime visite e 1,43 milioni agli esami diagnostici. Il quadro nazionale mostra quindi progressi complessivi, ma anche una persistente difficoltà nel garantire a tutti i cittadini prestazioni tempestive, con differenze marcate tra le regioni.
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