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Ad Assisi il Consiglio Comunale si prepara a San Francesco, ma lo spirito francescano sembra lontano

Clima non proprio francescano nell’aula della Città Serafica: a pochi giorni dalla festa del Patrono d'Italia e nell'anno dell'ottavo centenario della morte del Santo, ancora attacchi e contrapposizioni personali, e l'aula consiliare sembra parlare un linguaggio molto diverso da quello che la città si prepara a celebrare

(Stefano Berti) A pochi giorni dalla festa di San Francesco, Patrono d’Italia, e nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Santo, Assisi si prepara a vivere uno degli appuntamenti più importanti della propria storia recente. La città tiene molto a questa ricorrenza. Lo si vede nell’attenzione dedicata alle celebrazioni e nel significato che questo appuntamento continua ad avere non soltanto per Assisi, ma per l’Italia intera.

Eppure, proprio mentre la città si prepara a celebrare Francesco, dal Consiglio Comunale arriva – ancora una volta – un’immagine che sembra parlare un linguaggio completamente diverso. Uno spirito francescano, in aula, non si è visto molto. Non perché il confronto politico debba essere necessariamente pacato o unanime. Il dissenso è parte della democrazia e anche uno scontro duro può rientrare nella normale dialettica politica.

Ma una cosa è il confronto sui contenuti, un’altra è il clima che si è respirato durante l’ultima seduta di sabato 25 settembre. Attacchi e contrapposizioni, ma anche battute e qualche risatina per stemperare la tensione, hanno finito in diversi momenti per prendere il sopravvento rispetto ai temi all’ordine del giorno.

A prendersi la scena, per buona parte della seduta, è stato il consigliere Fasulo, protagonista di più interventi, quasi un monologo, nei quali ha affrontato diversi temi e rivolto numerose sollecitazioni all’amministrazione. La maggioranza ha risposto sui diversi argomenti, dagli asili nido, alle strade, ai lavori pubblici, urbanistica, problemi sul territorio, alle altre questioni amministrative sollevate durante il dibattito. Risposte che non sempre sono sembrate convincenti e che, in alcuni passaggi, non hanno chiuso del tutto gli interrogativi posti in aula.

Nel corso della seduta è emerso anche il tema degli accessi agli atti. A Fasulo è stato contestato da altri consiglieri il numero di richieste effettuate nel corso di questo primo anno di legislatura, con il rilievo che tale attività avrebbe comportato un impegno significativo per gli uffici comunali. Un tema sul quale si confrontano due esigenze: il diritto dei consiglieri di esercitare le proprie prerogative di controllo e, dall’altra parte, la necessità di non appesantire il lavoro della macchina amministrativa.

Poi l’affondo. Il consigliere capogruppo di Forza Italia Fasulo ha rivendicato il proprio modo di interpretare il ruolo di consigliere, definendosi un “consigliere di strada” e contrapponendo questa espressione a quella di “consiglieri da poltrona”, rivolgendola ai colleghi. Una frase che ha finito per sintetizzare il clima della seduta più di molte altre. (Continua dopo il video – Link diretto) 

Consiglio Comunale Assisi 25 settembre 2026: è ancora scontro politico

Ad assistere al Consiglio anche diversi cittadini, richiamata ad un tratto anche la Polizia Locale per sedare qualche comportamento non consentito. E non si tratta di stabilire chi abbia ragione, né di schierarsi con minoranza o con la maggioranza. Il punto è un altro: capire se un confronto così impostato aiuti davvero a fare emergere i problemi della città e le possibili soluzioni. La politica può essere aspra, dura e conflittuale. Ma quando la forma finisce per prevalere sulla sostanza, il rischio è che a perdere siano proprio i contenuti e, con essi, i cittadini.

Ed è qui che il momento particolare vissuto da Assisi rende tutto ancora più significativo. Tra pochi giorni la città celebrerà San Francesco, Patrono d’Italia, nell’anno dell’ottavo centenario della sua morte. Un appuntamento al quale Assisi attribuisce un significato speciale e che porterà ancora una volta la città al centro dell’attenzione nazionale.

Non si può chiedere a un Consiglio Comunale di rinunciare al confronto politico. Ma forse, proprio in questi giorni, ci si potrebbe aspettare dalle istituzioni un’attenzione maggiore anche al modo in cui quel confronto viene condotto. Non servono unanimità né silenzi. Servirebbe semplicemente un po’ più di misura. Perché se Assisi si prepara a celebrare Francesco, sarebbe auspicabile che anche il suo Consiglio Comunale riuscisse, almeno per qualche giorno, a ricordarsi della città che rappresenta. Lo spirito francescano non impone di essere tutti d’accordo. Forse chiede soltanto di imparare a non trasformare ogni disaccordo in uno scontro personale.


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