PoliticaAssisi / Bastia

Francesco Fasulo, FI: “Ad Assisi la TARI nelle cassette postali il giorno della scadenza”

"Nessun preavviso. Nessuna possibilità di organizzarsi. Nessun tempo per verificare la correttezza degli importi. Una cartella in mano e la scadenza già addosso"

“Il 30 giugno 2026. È questo il giorno in cui numerosi cittadini di Assisi hanno ricevuto — o stanno ricevendo in queste ore — gli avvisi di pagamento della TARI 2026. Fin qui, nulla di strano. Se non fosse che il 30 giugno è anche la data di scadenza della prima rata” – lo scrive in una nota Francesco Fasulo, consigliere comunale di Assisi che poi prosegue.

“Già: la prima rata dell’acconto TARI 2026 scade oggi. E oggi il Comune consegna le cartelle. Tradotto: i cittadini di Assisi scoprono quanto devono pagare lo stesso giorno in cui devono pagarlo. Nessun preavviso. Nessuna possibilità di organizzarsi. Nessun tempo per verificare la correttezza degli importi. Una cartella in mano e la scadenza già addosso”.

“È un disservizio inescusabile, che grida vendetta”, dichiara il Consigliere comunale di Forza Italia Francesco Fasulo. “Consegnare un avviso di pagamento il giorno stesso della scadenza significa violare il più elementare principio di civiltà amministrativa: il diritto del cittadino a sapere in anticipo quanto deve pagare. Non è una cortesia che l’amministrazione può scegliere di fare o meno. È un obbligo di legge e un dovere di trasparenza”.

L’articolo 6 dello Statuto del contribuente (art. 6 L. 212/2000) impone all’amministrazione di “assicurare l’effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati”. Non la conoscenza formale. Non la conoscenza tardiva. L’effettiva conoscenza. Che presuppone tempo. Tempo per leggere, comprendere, verificare. E pagare.

Lo stesso Statuto, all’articolo 3 (art. 3 L. 212/2000), stabilisce che le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore o dall’adozione dei provvedimenti attuativi. È il principio del legittimo affidamento: il cittadino ha diritto a essere messo in condizione di adempiere, non braccato da scadenze che scattano prima ancora di aver ricevuto l’atto.

“Qui non stiamo parlando di un ritardo di pochi giorni”, prosegue Fasulo. “Stiamo parlando di cartelle che arrivano il giorno della scadenza. Qualcuno in Comune deve spiegare come è stato possibile un disastro organizzativo di queste proporzioni”.

Ma la consegna all’ultimo minuto non è soltanto un problema di disorganizzazione. È il sintomo di qualcosa di più preoccupante.

Il Consigliere Fasulo aveva pubblicamente chiesto al Sindaco Stoppini e alla Giunta di chiarire se il meccanismo dell’acconto e conguaglio — due rate ora, saldo a settembre — nascondesse in realtà un aumento delle aliquote TARI per il 2026. Una domanda precisa, documentata, formulata nelle sedi opportune e sulla stampa.

“Nessuna risposta è arrivata. Oggi, con le cartelle che piovono sulle case dei cittadini il giorno della scadenza, il sospetto si rafforza. La fretta di incassare le prime due rate potrebbe servire a blindare il gettito prima che i cittadini scoprano, a settembre, il conto vero”.

“Io una domanda semplice l’ho fatta e la ripeto oggi con ancora più forza”, dichiara il Consigliere Fasulo. “Sindaco Stoppini, le aliquote TARI 2026 aumenteranno o no? I cittadini di Assisi hanno il diritto di saperlo prima, non dopo aver pagato. Il silenzio dell’amministrazione su questo punto non è più accettabile. Non si governa un comune nascondendo le carte ai cittadini”.

Il Consigliere Fasulo non usa mezzi termini nell’attribuire le responsabilità: “Questo disservizio non è figlio del caso. È l’esito prevedibile di una mancanza di organizzazione del Comune che ormai è strutturale. Si sapeva da mesi che il PEF andava approvato, che le tariffe andavano deliberate, che le cartelle andavano spedite. Eppure si è arrivati al 30 giugno con i cittadini che ancora non sanno quanto pagare. Qualcuno in questa amministrazione dovrebbe assumersi la responsabilità di questo fallimento”.

La situazione è aggravata dal fatto che il combinato disposto dell’art. 1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dell’art. 1, comma 683, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, impone che le tariffe TARI siano deliberate entro il termine di approvazione del bilancio di previsione. Oltre quel termine, le tariffe vecchie restano in vigore. Il ricorso al meccanismo di acconto e conguaglio è consentito solo in via eccezionale quando le tariffe definitive vengono approvate oltre il termine di bilancio. Ma questo meccanismo, per essere legittimo e trasparente, presuppone che i cittadini siano informati con congruo anticipo.

“Qui l’anticipo è zero. Zero giorni tra la consegna e la scadenza. Non è trasparenza: è presa in giro”, afferma Fasulo. “E non è un caso che questo accada proprio mentre l’amministrazione mantiene il più assoluto riserbo sugli aumenti che arriveranno a settembre. Prima incassiamo, poi vi diciamo quanto dovete davvero”.

Mentre il Comune di Assisi dimostra ogni giorno la propria incapacità di gestire con efficienza e trasparenza i rapporti con i contribuenti, il Consigliere Fasulo ha già depositato la mozione per l’adesione del Comune alla definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione — la cosiddetta “rottamazione degli enti territoriali” — ai sensi dell’art. 10-quinquies del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito con legge 22 maggio 2026, n. 88. Una misura concreta per aiutare famiglie e imprese a liberarsi delle vecchie cartelle con lo stralcio integrale di sanzioni e interessi di mora.

“Da una parte c’è chi studia come far lievitare la TARI e consegna le cartelle il giorno della scadenza. Dall’altra c’è chi presenta una mozione per aiutare i cittadini a liberarsi dei debiti fiscali”, dichiara il Consigliere Fasulo. “Sono due visioni opposte del rapporto tra amministrazione e cittadini. La mia è chiara: i cittadini hanno diritti, non solo doveri. E il primo diritto è sapere in anticipo, con chiarezza e trasparenza, quanto devono pagare. È il minimo che uno Stato di diritto possa garantire. Ad Assisi, evidentemente, neanche questo”.

“Io non ci sto a vedere i miei concittadini trattati così”, conclude il Consigliere Fasulo. “Chi ha ricevuto la cartella oggi e oggi deve pagare non è un cittadino: è un suddito a cui si chiede di obbedire senza capire. Non è questa l’idea di amministrazione che ho. Continuerò a battermi perché il Comune di Assisi torni a rispettare i propri cittadini. Consegnerò un’interrogazione urgente al Sindaco per sapere: chi ha deciso di spedire le cartelle a ridosso della scadenza? Perché non si risponde sulle aliquote di settembre? E quali provvedimenti immediati intende adottare la Giunta per consentire ai cittadini che hanno ricevuto la cartella oggi di pagare senza subire more o penalità?”.

“Sono il consigliere di strada, come ormai tutti mi conoscono. Non servo interessi di palazzo, servo il territorio. E su quanto è successo, come sulla rottamazione, continuerò a battermi. Da solo, se necessario. Ma dalla parte giusta”.


© Riproduzione riservata

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Adblock rilevato

UmbriaSocial vive anche grazie ad annunci e sponsor, per favore, disabilita il tuo AdBlock per continuare