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Polizia al pronto soccorso per la troppa attesa, l’ospedale spoletino rettifica la Questura

"Nessuna attesa, si tuteli l'immagine di chi lavora con impegno e dedizione"

In relazione agli articoli in cui si denuncia “una lunghissima attesa al Pronto Soccorso dell’ospedale di Spoleto, dalle ore 7.30 alle 24” che ha portato un uomo “esasperato e spazientito” a contattare e richiedere l’intervento di agenti della Polizia di Stato, la direzione strategica dell’Azienda Usl Umbria 2 e la direzione del Presidio Ospedaliero “San Matteo degli Infermi” di Spoleto, non essendo stati neanche contattati per una verifica della veridicità di tali informazioni, al fine di chiarire l’episodio, tutelare l’immagine dell’azienda sanitaria, del nosocomio e dei professionisti che vi lavorano con impegno, dedizione e sacrificio e diffondere doverosamente una corretta informazione all’opinione pubblica, dichiarano che quanto riportato è assolutamente falso e privo di ogni fondamento. A tal proposito l’azienda si riserva di tutelare in ogni sede l’operato dei professionisti e la buona organizzazione del servizio ospedaliero offeso e danneggiato da “notizie” false ed inventate che rischiano di creare un pericoloso allarmismo tra la popolazione.

La signora di Spoleto F.S., nata nel 1989, è giunta al Pronto Soccorso dell’ospedale “San Matteo degli Infermi” in data 12 agosto 2022 alle ore 19.45 (e non alle 7.30 del mattino) e dopo 20 minuti, tra arrivo e ingresso, è stata presa in carico dai sanitari a causa di un “dolore toracico” lamentato dall’assistita.

Gli approfondimenti del caso contemplano due controlli della troponina a distanza di tre ore, oltre all’esecuzione, regolarmente effettuata, di un rx torace. Dopo 4 ore, la 33enne è stata dimessa con una diagnosi e la prescrizione di una terapia farmacologica.

I fatti confermano, senza alcun dubbio, che l’operato dei professionisti del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Spoleto sia stato anche in questa occasione ineccepibile, tempestivo e assolutamente adeguato tanto che gli stessi agenti hanno redarguito paziente e suocero per la chiamata inutile.

Si ritiene quindi molto grave che un fatto che testimonia la buona organizzazione e una efficace risposta assistenziale, venga riportato, stravolgendolo, come episodio di malasanità.

La direzione strategica dell’ Azienda Usl Umbria 2 che in questi anni si è contraddistinta per la ricerca di un dialogo con tutte le componenti e di un rapporto sereno e costruttivo nell’interesse generale della comunità, non sottraendosi a critiche o polemiche e chiarendo, sempre in modo propositivo e con la massima trasparenza, disponibilità ed apertura al dialogo la propria posizione, non è più disposta a tollerare simili atteggiamenti, irresponsabili, inaccettabili e strumentali, che generano sfiducia e sconforto tra il personale, minano la qualità del lavoro degli operatori che quotidianamente salvano vite umane e rischiano di generare inutili e pericolosi allarmismi tra la popolazione.


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