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Odio sessista sui social, Ferdinandi lancia una rete di sostegno per le donne

La sindaca di Perugia aderisce al progetto per garantire assistenza legale gratuita alle vittime di violenza online. Gli eventuali risarcimenti contribuiranno ad alimentare un fondo dedicato, con l’obiettivo di coinvolgere i Comuni di tutta Italia

Dagli insulti sessisti rivolti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alle offese ricevute dalla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il tema della violenza verbale contro le donne sui social torna al centro del dibattito. Per contrastare il fenomeno e offrire un sostegno concreto alle vittime, Ferdinandi ha deciso di aderire al progetto lanciato dalla sindaca di Firenze Sara Funaro, che prevede la creazione di un fondo per garantire assistenza legale gratuita alle donne che subiscono odio e violenza online.

«Ho deciso di aderire al progetto lanciato dalla sindaca di Firenze Sara Funaro, che ringrazio per aver scelto di trasformare gli attacchi e gli insulti sessisti che noi donne ogni giorno riceviamo sui social in un aiuto concreto per tutte le vittime di odio e violenza online», ha dichiarato la sindaca di Perugia. L’iniziativa prevede di destinare al fondo gli eventuali risarcimenti ottenuti attraverso le azioni legali contro gli autori di messaggi d’odio sui social network. L’obiettivo è garantire assistenza legale gratuita alle donne che non dispongono delle risorse economiche necessarie per difendersi, evitando che siano costrette a rinunciare alla tutela dei propri diritti per ragioni finanziarie.

«L’obiettivo è costruire una rete nazionale e destinare gli eventuali risarcimenti delle azioni legali a un fondo per garantire assistenza legale gratuita alle donne che non hanno gli strumenti economici per difendersi», ha spiegato Ferdinandi, sottolineando la necessità di trasformare le denunce e gli attacchi subiti in un sostegno concreto per altre vittime. La sindaca ha affrontato direttamente il tema dell’odio online anche attraverso un video pubblicato su Instagram, nel quale ha denunciato le pesanti offese sessiste ricevute sui social, mostrando alcuni screenshot dei messaggi. In quell’occasione ha ribadito la necessità di distinguere la critica politica dalla violenza verbale: chi ricopre un incarico pubblico deve essere disposto ad accettare anche contestazioni dure, ma gli attacchi al corpo e all’aspetto fisico di una donna, gli insulti sessisti e le minacce non possono essere considerati forme di dissenso (Continua dopo il video).

«Il dissenso è un diritto. L’odio e la violenza non sono opinioni. E nessuna donna deve essere lasciata sola», ha affermato Ferdinandi, sintetizzando il senso dell’iniziativa. Gli abusi online, infatti, non devono essere considerati normali soltanto perché avvengono attraverso i social network. La libertà di espressione non può diventare una giustificazione per umiliare, minacciare o intimidire chi esprime le proprie idee o ricopre un ruolo pubblico. Il tema è emerso anche in relazione al caso della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, destinataria di insulti sessisti su Facebook da parte del pubblico ministero Alessandro Di Cicco. Quest’ultimo si è difeso chiamando in causa presunti hacker del proprio cellulare.

Sul fronte istituzionale, Ferdinandi ha annunciato l’intenzione di rafforzare il coinvolgimento dei Comuni italiani nel progetto, facendo leva sul proprio ruolo di delegata alle Pari opportunità dell’ANCI, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani. «Come delegata alle Pari opportunità di ANCI, abbiamo già avviato un percorso in Commissione: stiamo inviando una lettera a mia firma a tutte le amministratrici e gli amministratori d’Italia, invitandoli ad aderire all’iniziativa», ha dichiarato.

La sindaca ha inoltre precisato che l’impegno sarà inserito nel documento da approvare durante l’Assemblea nazionale dell’ANCI. L’intento è favorire la partecipazione di amministrazioni di tutto il Paese e costruire una rete nazionale capace di offrire sostegno alle donne vittime di violenza online. La proposta, condivisa con Sara Funaro, punta a superare le divisioni politiche, coinvolgendo amministrazioni di diverso orientamento. La lotta all’odio e alla violenza online viene presentata come una responsabilità comune, nella quale i Comuni possono svolgere un ruolo concreto attraverso l’ascolto, il sostegno e strumenti di tutela accessibili.

Al centro dell’iniziativa resta la volontà di rimuovere gli ostacoli economici che impediscono alle vittime di difendersi. Attraverso l’assistenza legale gratuita e la collaborazione tra le amministrazioni locali, Ferdinandi e Funaro intendono offrire una risposta concreta a un fenomeno che colpisce le donne anche nella loro attività pubblica. Il messaggio della sindaca di Perugia è chiaro: nessuna donna deve essere lasciata sola di fronte all’odio online e tutte devono poter contare sugli strumenti necessari per tutelare la propria dignità e i propri diritti.

Foto Vittoria Ferdinandi via Facebook


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