Assisi, la fascia tricolore diventa un caso: scoppia la polemica sulla comunicazione istituzionale
Nel mirino del consigliere Fasulo finisce l’uso improprio della fascia tricolore, simbolo della Repubblica e distintivo esclusivo del sindaco o di chi ne assume le funzioni in sua assenza

Da Assisi parte una bufera che rischia di travalicare i confini locali e trasformarsi in un caso politico di più ampio spessore. Il consigliere comunale di Forza Italia, Francesco Fasulo, denuncia quello che definisce “uno scandalo istituzionale” durante le celebrazioni per la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, tenutesi a Capodacqua e Armenzano.
Secondo Fasulo, le foto ufficiali pubblicate sui canali istituzionali del Comune avrebbero “tagliato ed escluso” la sua presenza, nonostante la partecipazione in rappresentanza del gruppo consiliare di opposizione. Ma la denuncia non si ferma qui: nel mirino del consigliere finisce anche l’uso improprio della fascia tricolore, simbolo della Repubblica e distintivo esclusivo del sindaco o di chi ne assume le funzioni in sua assenza.
“La fascia tricolore non è un accessorio da cerimonia – afferma Fasulo – ma il simbolo di chi rappresenta lo Stato. Indossarla senza averne titolo significa violare le regole fondamentali del nostro ordinamento”.
Fasulo cita il Testo Unico degli Enti Locali e lo Statuto comunale di Assisi, ricordando che solo il sindaco, il vicesindaco o, in loro assenza, l’assessore più anziano possono legittimamente portare la fascia tricolore. Nelle immagini ufficiali, invece, sarebbe stata indossata da un consigliere comunale pur in presenza di un assessore, “in aperta violazione delle norme”.
Una vicenda che solleva interrogativi pesanti sulla conoscenza delle regole istituzionali da parte dell’amministrazione. “Com’è possibile – si chiede Fasulo – che chi governa una città come Assisi ignori il proprio Statuto? E come si può garantire imparzialità se la comunicazione pubblica viene gestita come strumento di propaganda?”.
Il consigliere azzurro annuncia inoltre una vigilanza serrata sul concorso in corso per il nuovo portavoce istituzionale, affinché “non diventi un incarico politico camuffato da ruolo tecnico”.
Per Fasulo, la questione è di principio: “La democrazia si fonda sul rispetto delle regole e sulla rappresentazione equa di tutte le componenti istituzionali. Quando questo viene meno, non si incrina solo un cerimoniale, ma la fiducia stessa dei cittadini nelle istituzioni”.
Da Assisi, dunque, una denuncia che potrebbe aprire un fronte più ampio sul corretto uso dei simboli della Repubblica e sulla trasparenza della comunicazione pubblica. Un caso locale che rischia di diventare una questione nazionale di rispetto delle istituzioni.
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