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Pd Perugia, la Festa dell’Unità rilancia l’alternativa: un partito forte al centro delle relazioni politiche e perno del campo progressista

Moretti guarda alle sfide future: "Da qui parte un segnale chiaro, siamo pronti a fare la nostra parte"

Si è conclusa la Festa dell’Unità del Partito Democratico di Perugia, che per sei giorni ha riempito gli spazi del Cva di Case Nuove, trasformandoli nel baricentro del dibattito politico cittadino e regionale. Un’edizione che si chiude con un bilancio nettamente positivo e che, al di là dei numeri, restituisce l’immagine di una comunità di nuovo mobilitata e pronta a continuare il lavoro nella società e nei territori e ad affrontare i prossimi appuntamenti politici ed elettorali.

I dati registrati dagli organizzatori tracciano il profilo di un evento partecipato e radicato. Sono stati infatti più di 50 gli ospiti – tra parlamentari nazionali ed europei, dirigenti nazionali, amministratori locali, segretari ai vari livelli del partito e degli alleati, rappresentanti dei sindacati, dell’associazionismo e della società civile – che si sono confrontati in oltre 15 iniziative, spaziando dai temi della sanità pubblica e del lavoro fino ai diritti e alla tutela dell’ambiente e alle infrastrutture, dalla cultura agli scenari internazionali, alla sicurezza. Incontri, dibattiti, interviste di grande intensità e qualità politica.

Dietro le quinte e tra i tavoli della cucina popolare, il motore della manifestazione è stato il lavoro di oltre 50 volontari, con una forte e visibile componente di ragazzi e ragazze. Giovani Democratici che sono stati protagonisti, in piena sinergia con il partito, nell’organizzazione della Festa e hanno rappresentato anche un fondamentale pilastro per l’ideazione e la costruzione e conduzione di varie iniziative.

Un entusiasmo che ha trovato un riscontro immediato fuori dai confini fisici dell’area espositiva, grazie a una grande copertura mediatica da parte delle testate giornalistiche e delle TV locali, e a un’altissima attenzione online, dove i canali ufficiali della festa hanno registrato migliaia di interazioni in pochi giorni.

Il cuore politico di questa edizione è stato racchiuso proprio nel nome della festa: Unità. Una parola che gli organizzatori hanno voluto declinare non come formale unanimismo, ma come stella polare dell’azione perseguita dal Partito democratico. In una stagione segnata da forti frammentazioni, l’evento ha saputo rappresentare uno spazio di sintesi per sensibilità diverse, proponendo il Pd come asse portante di un’alternativa progressista plurale e aperta al dialogo con le altre forze politiche e con la società civile.

Il percorso dei dibattiti ha seguito una linea ideale ben precisa, muovendosi come una lente d’ingrandimento che ha progressivamente allargato il proprio campo visivo. Il punto di partenza è stato focalizzato sui bisogni dei quartieri e delle frazioni di Perugia, per poi estendere l’analisi alla visione complessiva della città e dell’Umbria, affrontando i nodi caldi delle infrastrutture e dei servizi sanitari regionali. Da questa base territoriale lo sguardo si è via via aperto ai grandi scenari nazionali ed europei, fino a toccare le dinamiche geopolitiche globali, nella convinzione che le risposte alle criticità locali passino inevitabilmente per una visione aperta al mondo.

“Riportare la Festa dell’Unità a Perugia dopo 11 anni di assenza ha richiesto una dose di coraggio e, lasciatemelo dire, di sana sfrontatezza – ha dichiarato il segretario comunale del Pd di Perugia, Stefano Moretti -. Dietro questo successo c’è una mole di lavoro straordinaria, ma oggi ne usciamo con l’immensa soddisfazione di chi ha visto una comunità rispondere con entusiasmo e partecipazione. Abbiamo fortemente voluto questa edizione non solo come un traguardo, ma come un’anteprima fondamentale in vista del 2027. Quello sarà un anno decisivo per il futuro dell’Italia, e di conseguenza per il ruolo che il nostro Paese può e deve tornare ad avere a livello europeo. Da Perugia parte un segnale chiaro: noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

“I numeri e l’energia di questi giorni ci caricano di una grande responsabilità – commenta ancora il Segretario comunale – e il ringraziamento più grande va a chi ha reso possibile tutto questo, a partire dai militanti che hanno donato il proprio tempo, e poi ai segretari di circolo, ai componenti della segreteria e del gruppo consiliare per l’impegno e il contributo”.

“Ma alla fine, – sottolinea il segretario dem – ciò che resta di questi sei giorni non sono soltanto i numeri, gli incontri o le iniziative. Restano i volti, le voci, le strette di mano, le persone che hanno scelto di esserci e quelle che hanno lavorato, spesso lontano dai riflettori, perché tutto questo potesse accadere.
Quando in conferenza stampa presentammo la Festa – prosegue Moretti – ci venne chiesto da più parti se nel contesto odierno, segnato dai social, dalla iperconnessione permanente quanto apparente, avesse ancora senso un’iniziativa di questo tipo. Rispondemmo che al contrario avevamo sentito, nel confronto con la nostra base e più in generale con i cittadini, una domanda di incontro, di prossimità, di ritrovare il contatto tra le persone, di tornare a parlare guardandosi in faccia. Ebbene la Festa, con la presenza di tante persone, ci ha dato piena conferma di questo bisogno”.

“Questa edizione – continua Moretti – lascia un segno profondo, quello di una comunità che ha ritrovato il piacere di stare insieme, discutere, confrontarsi e guardare avanti con fiducia. È da qui che vogliamo ripartire, portando con noi l’energia di questi giorni e trasformandola in impegno quotidiano, nei quartieri, nelle piazze, nei luoghi in cui le persone vivono e costruiscono il futuro della nostra città, per una Perugia che dimostra di essere al centro di un mondo di relazioni politiche e un PD visibilmente sempre più presente e attivo, perno e fattore di coesione dell’alleanza progressista. Questo è poi il modo più vero di concepire e svolgere l’azione politica, il ruolo vero del partito come soggetto politico.

La festa finisce – conclude il segretario comunale – ma non finisce la voglia di esserci. Da Case Nuove ci portiamo a casa una certezza semplice e importante: quando una comunità si ritrova, si riconosce e cammina insieme, può tornare a guardare al futuro con coraggio”.


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