Il Teatro Excelsior di Bettona scommette sul territorio: arrivano SantaBot ed Excelsior Mon Amour (intervista video)
Una produzione originale che ripensa la magia del Natale e una rassegna dedicata alle compagnie amatoriali: il TEB punta su nuovi linguaggi, partecipazione e valorizzazione della scena locale

Il Teatro Excelsior di Passaggio di Bettona inaugura una nuova stagione all’insegna della partecipazione, della sperimentazione e della valorizzazione delle realtà culturali locali. Un programma che quest’anno prende il via in anticipo rispetto alle precedenti edizioni e si arricchisce di due importanti novità: Excelsior Mon Amour, una rassegna dedicata alle compagnie teatrali del territorio, e SantaBot, una produzione originale che affronta il tema del Natale attraverso il confronto tra tradizione e tecnologia.
A raccontare il percorso e le prospettive del teatro, nell’intervista condotta dal giornalista Stefano Berti, sono Maira Grassi, direttrice di produzione teatrale del TEB per conto di ANSPI, Alda Fragola, storica attrice della compagnia “I Commedianti”, e Rodolfo Mantovani, attore, drammaturgo e produttore umbro. Excelsior Mon Amour nasce dalla volontà di dare spazio a compagnie amatoriali selezionate per la qualità delle loro proposte, offrendo loro l’opportunità di esibirsi su un palcoscenico importante e di incontrare un pubblico più ampio. Un’iniziativa che intende superare il pregiudizio secondo cui il teatro amatoriale sarebbe una forma di spettacolo minore. “Sono state scelte perché sono state ritenute compagnie valide, che danno anche il senso della qualità di certi spettacoli che spesso sono considerati spettacoli minori, il che non è”, spiega Alda Fragola, sottolineando il valore artistico delle realtà coinvolte.
La rassegna si inserisce in un percorso di valorizzazione del tessuto culturale locale, nel quale “I Commedianti” rappresentano un punto di riferimento storico. La compagnia è presente a Passaggio di Bettona da oltre venticinque anni e ha contribuito a mantenere vivo il rapporto tra il teatro e le diverse generazioni della comunità. “Questo teatro praticamente ha conosciuto tutte le generazioni, da quando è nato, di passaggesi che sono passati su questo palco”, ricorda Fragola.
Il cartellone di Excelsior Mon Amour propone linguaggi e temi differenti: dalla musica al racconto familiare, fino alla commedia. Tra gli appuntamenti annunciati figurano uno spettacolo dedicato alla storia del caffè, una rappresentazione incentrata su un processo, una storia familiare che attraversa diverse epoche e la replica di Il letto ovale, lo spettacolo de “I Commedianti” già proposto nella precedente stagione. Proprio quest’ultima scelta risponde alle richieste degli spettatori che non avevano avuto occasione di assistervi in precedenza. L’obiettivo, tuttavia, va oltre la semplice programmazione di spettacoli. Excelsior Mon Amour vuole favorire la circolazione delle esperienze teatrali e creare nuove occasioni di incontro tra artisti e pubblico, offrendo visibilità a compagnie che spesso non hanno accesso a strutture come il Teatro Excelsior (Continua dopo l’intervista video – qui il link diretto).
Una direzione che Maira Grassi considera fondamentale per l’identità del progetto: “La bellezza del TEB, del Teatro Excelsior, è questa miscela di tanti elementi e di tante formule di teatro”. Una pluralità che permette di affiancare il lavoro delle compagnie locali alla programmazione professionale del Teatro Stabile dell’Umbria, costruendo un’offerta culturale diversificata. Il Teatro Excelsior, gestito da ANSPI e sostenuto dal Comune di Bettona nel suo ruolo di promotore, si conferma così uno spazio nel quale convivono tradizione, ricerca e nuove progettualità. La collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria porterà in scena sei spettacoli, con apertura il 29 novembre e conclusione ad aprile. Il programma attraversa generi e linguaggi differenti, dal classico Tartufo di Molière a spettacoli musicali, proposte contemporanee e performance.
A caratterizzare la stagione è soprattutto la volontà di sperimentare, anche attraverso una produzione originale come SantaBot. “Rivendico, insieme a tutti, e in questo li ringrazio perché hanno voglia di saltare su questo carro, quello di tentare, di provare, di avere coraggio”, afferma Grassi, riconoscendo il valore di un progetto condiviso che coinvolge professionisti, compagnie locali, amministrazione e sostenitori del territorio. Un impegno che sembra trovare riscontro anche nell’interesse del pubblico. “Il pubblico inizia a chiederci: “Che cosa fate quest’anno al Teatro Excelsior?”. E questa è una cosa che ci deve veramente rendere orgogliosissimi tutti come comunità”, aggiunge la direttrice di produzione.
Tra le novità più attese c’è SantaBot, la prima produzione realizzata dal Teatro Excelsior, ideata e interpretata da Rodolfo Mantovani. Lo spettacolo prende spunto dall’immaginario natalizio per affrontare una questione profondamente contemporanea: il rapporto tra tecnologia, creatività umana e significato delle tradizioni. L’idea è quella di immaginare un’applicazione capace di individuare il regalo di Natale perfetto, mettendo a confronto una visione tecnica e organizzata della festa con quella più classica, fatta di emozioni, ricordi e relazioni. “SantaBot dice questo, come se fosse appunto un’applicazione creata per trovare il perfetto regalo di Natale”, racconta Mantovani, spiegando che il progetto vuole proporre una riflessione leggera, ma significativa, sul rischio di delegare alla tecnologia persino attività che richiedono sensibilità e creatività.
Il messaggio non è una condanna delle nuove tecnologie, che l’autore considera strumenti utili nella vita quotidiana e nel processo creativo. La sfida è piuttosto capire come utilizzarle senza perdere di vista ciò che rende autentica l’esperienza umana. Il tema si lega direttamente al Natale e alla sua progressiva trasformazione in una ricorrenza spesso dominata dal consumo e dalla ricerca del regalo più desiderato. “Forse la cosa bella del Natale non è quello che ricevo, ma è il Natale stesso», sottolinea Mantovani. E ancora: «Il vero regalo perfetto di Natale non è un oggetto esterno che io regalo o che io ricevo, ma è il vivere il Natale”.
Una riflessione che guarda anche al valore dell’incontro e della presenza, elementi centrali tanto nella festa quanto nell’esperienza teatrale. “Per dire “Buon Natale” devi incontrare le persone, le devi guardare negli occhi, magari ti scappa anche un sorriso”, osserva l’attore, richiamando l’importanza delle relazioni dirette in una società sempre più connessa sul piano tecnologico, ma non sempre altrettanto vicina sul piano umano. SantaBot si rivolge a bambini, ragazzi e adulti, con livelli di lettura differenti. I più piccoli potranno ritrovare la magia di Babbo Natale, mentre genitori e nonni saranno invitati a interrogarsi sul rapporto tra tradizione, modernità e consumismo. Un racconto pensato per coinvolgere più generazioni, attraverso una storia capace di suscitare emozioni e stimolare domande.
La scelta di realizzare questa produzione sul territorio assume un significato particolare anche per Mantovani, che ha lavorato a lungo fuori dall’Umbria. “Poter fare qualcosa sul territorio è per me un motivo di grande gioia e orgoglio”, afferma, riconoscendo il valore della collaborazione con il TEB e con le realtà che animano il teatro. Per Grassi, SantaBot rappresenta una scommessa condivisa, un’occasione per affrontare un tema conosciuto attraverso un punto di vista nuovo e per ampliare ulteriormente l’offerta del Teatro Excelsior. La produzione testimonia la volontà di investire in progetti capaci di dialogare con il presente e di coinvolgere pubblici diversi.
Il filo conduttore dell’intera stagione resta il teatro come luogo di aggregazione, soprattutto per le giovani generazioni. Alda Fragola sottolinea l’importanza di offrire occasioni concrete di incontro in un periodo nel quale gli schermi digitali occupano sempre più spazio nella vita quotidiana. “Quanto è importante il teatro come luogo di aggregazione, come luogo di incontro”, afferma, ricordando che lo spettacolo dal vivo permette un rapporto diretto con gli attori e con gli altri spettatori.
Un ruolo ancora più significativo nei piccoli centri, dove le iniziative culturali possono contribuire a mantenere viva la comunità. “In un posto come questo, dicevo, una rassegna, un’offerta di tanta qualità non va persa”, conclude Fragola, invitando il pubblico a sostenere il lavoro delle compagnie e le attività del teatro. L’invito di Maira Grassi è rivolto a tutti: partecipare, scoprire le nuove proposte e condividere le proprie impressioni. “Venite a vedere gli spettacoli, godeteveli e poi ne possiamo anche parlare insieme perché, come dice Alda, se è un luogo d’incontro, un incontro è fatto per parlare”.
Con Excelsior Mon Amour, SantaBot e la collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria, il Teatro Excelsior rinnova così il proprio impegno culturale: valorizzare le compagnie del territorio, sperimentare nuove forme di produzione e offrire alla comunità uno spazio nel quale ritrovarsi, confrontarsi e condividere emozioni. Un percorso che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, con l’ambizione di fare del teatro un presidio culturale sempre più vivo e partecipato.
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