PoliticaSpunti di vista

Il salto della quaglia in politica, quando la coerenza è un optional: oggi l’esempio arriva da Assisi

Uno - Pastorelli - dalla Lega, passando per FI, al progetto di Renzi; l'altro - eletto (ultimamente) da civico, con alle spalle diversi cambi di partito. Tutto legittimo, ma gli elettori meriterebbero di sapere perché

(Stefano Berti) In politica cambiare idea è legittimo. Cambiare continuamente casacca, invece, solleva qualche interrogativo. Perché tra una convinzione che matura e un salto da uno schieramento all’altro c’è una differenza che non può essere ignorata: la coerenza.

Le vicende di queste ore, anche ad Assisi, riportano il tema al centro del dibattito. Un ex consigliere regionale eletto con la Lega, poi passato a Forza Italia – Stefano Pastorelli – approda oggi a un nuovo progetto politico legato a Matteo Renzi, nell’area centrista e riformista. Nello stesso percorso si inserisce anche un consigliere comunale di maggioranza, Luigi Bastianini, eletto nelle liste civiche (ultimamente), con alle spalle altri (non pochi) passaggi politici, oggi in Casa Riformista – Italia Viva.

Tutto legittimo, naturalmente. Ma la libertà di cambiare appartenenza non esonera dal dovere di spiegare le proprie scelte. Che cosa è cambiato? Le idee, i valori, il giudizio sui partiti di provenienza oppure le opportunità offerte dalla nuova collocazione? Non è un’accusa, ma una domanda alla quale i cittadini hanno diritto di ricevere una risposta.

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Chi viene eletto assume una responsabilità che va oltre la propria libertà individuale. Soprattutto a livello locale, dove il rapporto con gli elettori si costruisce sulla fiducia, sulle scelte compiute e sulla credibilità personale. Le liste civiche possono essere trasversali, certo, ma anche in quel caso ogni nuovo approdo politico merita una spiegazione. Il problema, dunque, non è cambiare partito. È il rischio che il cosiddetto “salto della quaglia” diventi una consuetudine, trasformando le appartenenze in abiti da indossare e togliere secondo le convenienze del momento.

La politica può cambiare e deve sapersi rinnovare. Ma se le idee sono davvero al centro dell’impegno pubblico, devono essere proprio le idee a giustificare i cambiamenti, non soltanto una nuova sigla o una nuova fotografia. Perché in democrazia tutti sono liberi di cambiare strada. Ma chi chiede la fiducia dei cittadini ha anche il dovere di spiegare perché lo fa. La libertà di cambiare è un diritto; la coerenza e la trasparenza sono una responsabilità. La notizia l’abbiamo data, restiamo in attesa di qualche spiegazione in più. 

Immagine in evidenza: generata con AI 


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