Arte che include: ad Assisi la cultura diventa un ponte verso l’inclusione
Un’esperienza intensa tra gli affreschi della Basilica di San Francesco. Il progetto "Turisti per... Chiese" dell’associazione Artecheinclude vuole rendere protagonista chi rischia di restare ai margini

Quando l’arte smette di essere soltanto qualcosa da osservare e diventa un’esperienza da vivere insieme, anche le barriere possono trasformarsi in ponti. È questo il significato del progetto “Turisti per… Chiese” realizzato dell’associazione Artecheinclude in collaborazione con i conventuali francescani del Sacro Convento. Un’esperienza di partecipazione e inclusione all’interno della Basilica Superiore di San Francesco.
I protagonisti di questa nuova esperienza sono giovani e adulti con disabilità, i quali grazie alla formazione della restauratrice Sara Panzino, sono diventate vere e proprie guide turistiche. Venerdì 28 agosto hanno avuto l’opportunità di mettersi in prova guidando, in uno dei luoghi più importanti della storia dell’arte e della spiritualità italiana, guidando un gruppo di 50 persone legate alla figura di Luciano Tavazza.
L’esperienza ha dimostrato concretamente come la cultura possa diventare uno strumento di potenziamento, autonomia e valorizzazione della persona. Non soltantola bellezza delle opere, dunque, ma la possibilità di viverle, raccontarle e condividerle con gli altri, con l’obiettivo che per alcuni dei partecipanti diventi un vero e proprio lavoro. “Quando la cultura diventa un ponte anziché una barriera, l’arte acquisisce un valore del tutto nuovo”, è il messaggio che accompagna l’iniziativa.
E proprio l’arte, in questo contesto, assume una funzione che va oltre la semplice conoscenza. Guardare gli affreschi con gli occhi e le riflessioni del gruppo “Turisti per… chiese” ha portato i visitatori ad una comprensione dei significati delle opere ulteriore, come nel caso in cui Jacopo crea un parallelo con la vita di Francesco, quando questo sceglie di diventare protagonista.
La scelta di Assisi appare particolarmente significativa. La figura di San Francesco, con la sua attenzione all’accoglienza, alla fraternità e alla centralità della persona, rappresenta infatti una cornice ideale per un progetto che mette al centro l’inclusione. Il progetto intende tendere proprio a questo: far sì che ognuno dei partecipanti possa sempre più scoprirsi protagonista della propria vita.
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