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Assisi, Fasulo attacca la Giunta sul trasferimento del Liceo Properzio: “Voglio tutte le carte”

Nonostante le rassicurazione dell’amministrazione,il capogruppo FI: “Smantellamento progressivo del tessuto economico e sociale”

Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Francesco Fasulo, ha depositato un’istanza di accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa al trasferimento di una parte del Liceo “Sesto Properzio” a Bastia Umbra. L’esponente dell’opposizione parla di «una delle più gravi sconfitte politiche e istituzionali subite da Assisi negli ultimi anni» e chiede chiarezza sul percorso che ha portato alla decisione.

«Trecentocinquanta studenti vengono portati fuori città, uno dei principali presìdi scolastici del territorio viene progressivamente smantellato e l’Amministrazione non è stata capace di fermare questa emorragia. Voglio le carte, tutte», afferma Fasulo, che punta a ricostruire il ruolo svolto dal Comune nel procedimento che ha condotto alla scelta della Provincia di Perugia.

Secondo il consigliere, la vicenda rappresenta un segnale preoccupante per il territorio. «Se oggi Bastia Umbra festeggia e si rafforza mentre Assisi perde studenti, centralità e futuro, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità politica di questo fallimento. Questa è una battaglia di verità e trasparenza che porterò avanti fino in fondo per difendere la scuola, i servizi e il futuro della nostra città».

Nel mirino dell’esponente azzurro non c’è soltanto il trasferimento delle classi del Properzio. Fasulo collega infatti la vicenda ad altre questioni che, a suo giudizio, evidenziano una perdita di servizi e funzioni strategiche per Assisi. «Assisi sta diventando una nave in piena tempesta, in balia delle onde. La domanda che ogni cittadino dovrebbe porsi è una sola: siamo sicuri che ci sia ancora qualcuno al timone?».

Per il consigliere non si tratterebbe di un semplice trasferimento logistico ma di «uno smantellamento progressivo del tessuto sociale ed economico di Assisi». Da qui le critiche all’Amministrazione comunale, accusata di non aver assunto una posizione chiara e di non aver difeso il territorio.

«Voglio sapere se e come il nostro Comune ha partecipato a questo procedimento. Ha espresso un parere? Ha proposto alternative? Ha rivendicato il diritto dei nostri studenti a restare sul territorio comunale? O ha semplicemente subito la decisione, in silenzio?», chiede Fasulo.

Tra i punti centrali dell’istanza vi è anche la verifica delle possibili alternative presenti nel territorio comunale. In particolare, il consigliere cita l’immobile di via Mecatti, a Santa Maria degli Angeli, già sede del Corso di Economia e Management del Turismo.

«È stato esaminato? È stata fatta una verifica tecnica? Qualcuno ha calcolato quanto sarebbe costato adeguarlo rispetto a mandare 350 studenti fuori comune? Se la risposta è no, allora siamo di fronte a un fallimento amministrativo totale. Se invece è stata scartata, vogliamo sapere perché. Con le carte. Con i numeri. Non con le parole».

L’istanza depositata da Fasulo richiede, tra l’altro, tutti gli atti del procedimento amministrativo che ha portato al trasferimento del Liceo Properzio, le delibere e le determine adottate dal Comune di Assisi, la documentazione tecnica relativa alla sede di via Giontella a Bastia Umbra, il censimento degli immobili comunali potenzialmente utilizzabili per attività scolastiche e le eventuali valutazioni comparative tra le diverse soluzioni esaminate.

Nel suo intervento, il consigliere allarga poi il campo delle critiche all’azione amministrativa complessiva. «Il Centro di Continuità Assistenziale va via. La scuola va via. Il Teatro Metastasio è chiuso da dieci anni e ci danno un divano. Il parcheggio di Porta Nuova è un rebus irrisolto. La struttura del Migaghelli è ferma. Non c’è un’opera completata, non c’è un progetto finito, non c’è una decisione presa e mantenuta».

Fasulo conclude assicurando che seguirà la vicenda passo dopo passo e continuerà a informare i cittadini sugli sviluppi dell’accesso agli atti. «Voglio le carte. Tutte. Perché i cittadini di Assisi hanno il diritto di sapere se questa Amministrazione ha provato a difendere il nostro territorio o se ha semplicemente alzato bandiera bianca».


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