
Scoppia la polemica su quanto accaduto negli uffici comunali di Palazzo dei Priori, dove sarebbero comparsi cartelli e volantini a sostegno del “No” al referendum. Un episodio che i consiglieri di minoranza definiscono grave, perché ritenuto in contrasto con il principio di neutralità che dovrebbe caratterizzare ogni sede istituzionale.
A sollevare il caso sono Nilo Arcudi, Paolo Befani, Chiara Calzoni, Elena Fruganti, Edoardo Gentili, Riccardo Mencaglia, Clara Pastorelli, Augusto Peltristro, Margherita Scoccia, Gianluca Tuteri, Leonardo Varasano e Nicola Volpi. Secondo i firmatari della nota, non si tratterebbe di un episodio isolato o di scarsa rilevanza, ma di un comportamento che evidenzierebbe un utilizzo improprio degli spazi pubblici per finalità politiche. Palazzo dei Priori, sottolineano, non può essere assimilato a una sede di partito né a un luogo destinato alla propaganda elettorale.
Dai banchi della minoranza arriva quindi la richiesta di un intervento tempestivo: rimuovere immediatamente ogni materiale politico presente negli uffici comunali e fare chiarezza su eventuali responsabilità.
Non si è fatta attendere la risposta dell’amministrazione comunale, che ha preso le distanze dall’accaduto. In una comunicazione ufficiale viene precisato che nessun esponente della giunta o dell’amministrazione ha autorizzato o diffuso materiale legato al referendum all’interno della sede istituzionale. L’episodio, viene sottolineato, è considerato inappropriato e contrario alle regole.
Anche la sindaca Vittoria Ferdinandi interviene sulla vicenda, ribadendo la necessità che il Comune resti un luogo imparziale e al servizio di tutti i cittadini. L’amministrazione esclude qualsiasi coinvolgimento diretto, chiarendo che iniziative di questo tipo non sono riconducibili né alla giunta né ai consiglieri comunali.
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