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Mobilità umbra nei centri storici, è il turno di Assisi: a “rischio” l’area di Porta Nuova accesso primario alla città

Due ascensori al posto della scala mobile, lunedì incontro cittadino: la maggioranza si divide, parte della giunta non ascolta e insiste, altri chiedono di salvare l’impianto attuale e ripensare il progetto

(Stefano Berti) In un’Umbria che registra anno dopo anno un forte aumento dei flussi turistici, molte città – da Perugia prima fino a Orvieto poi, passando per Spoleto con il suo recente ed innovativo percorso di mobilità meccanizzata – hanno già da tempo investito in infrastrutture moderne, realizzando scale mobili, tapis roulant, ascensori pubblici e collegamenti integrati tra parcheggi e centri storici. Spesso dopo fasi di studio accurate, dettagliate e condivise. Un quadro che rende ancora più singolare il fatto che nel 2025, ad Assisi, la discussione pubblica si concentri su un intervento che sta dividendo la città – oltre che la giunta comunale e la maggioranza di governo cittadino: l’eliminazione della scala mobile (infrastruttura già esistente) di Porta Nuova in favore di due ascensori. Una decisione – per molti – presa in maniera troppo immediata.

L’amministrazione comunale propone infatti di sostituire l’attuale scala mobile – pur afflitta da anni di guasti cronici – con due impianti di risalita verticali più moderni e capienti. Una scelta che, soltanto sulla carta, avrebbe potuto a prima vista essere accolta come un intervento di efficienza e aggiornamento tecnologico, sta invece suscitando sorpresa, dubbi e un crescente malcontento.

A preoccupare molti residenti non è solo la rinuncia alla scala mobile (mezzo fin qui funzionale all’area), ma anche il possibile impatto dell’opera sui giardini di Porta Nuova, considerati parte integrante dell’identità del luogo. Il timore che l’area verde possa essere modificata o ridimensionata – sul caso è nato anche un comitato cittadino pronto a far sentire le proprie ragioni – ha immediatamente acceso il dibattito. Perché è nata soltanto questa, unica, opzione? Perché non dare spazio a più possibilità? Per molti un’idea da sola non basta per valutare scelte così importanti.

Sul fronte politico, la situazione è altrettanto delicata. Una parte della giunta – dicono i bene informati – sembra intenzionata a tirare dritta per la propria strada, senza ascoltare le critiche e le richieste di chiarimento dei cittadini e persino di alcuni colleghi (di giunta) e dei consiglieri. Perché allo stesso tempo, altri esponenti – anche all’interno della maggioranza – preferirebbero investire in una sistematica e definitiva ristrutturazione della scala mobile, risolvendo alla radice i guasti cronici e mantenendo in funzione l’impianto esistente.

Anche in Consiglio la maggioranza non sembra compatta, soprattutto alla luce delle potenziali implicazioni amministrative, giuridiche e contabili legate alla demolizione di un’infrastruttura esistente anziché al suo restauro. E l’opposizione che farà – nonostante l’importo (sulla carta) già a bilancio – visto che ha già annunciato l’intenzione, su più fronti, di rivolgersi alla Procura e alla Corte dei Conti, ipotizzando possibili sprechi nella gestione economica e criticando già diverse scelte?

Il confronto si fa ancora più acceso se si osserva cosa accade nelle altre città umbre: mentre molte hanno ampliato e migliorato i propri accessi urbani con progetti innovativi e già funzionanti, anche con manutenzioni costanti seppur onerose, Assisi di divide sulla possibilità di eliminare un’infrastruttura che, pur con problemi, rappresenta da sempre un collegamento familiare e funzionale. Non si potrebbe definitivamente risolvere il problema della scala mobile (opera non poi così proibitiva se considerate le dimensioni dell’impianto rispetto ad altri grandi strutture esistenti in varie città dell’Umbria) e pensare ad un impianto “meno invasivo” per garantire accessibilità alternativa a chi ne necessita?

L’attesa per l’incontro pubblico in programma il 15 dicembre alle ore 18:00 ad Assisi è forte: durante la serata il progetto verrà illustrato ufficialmente alla cittadinanza – oltre che al neonato comitato – e, tra i relatori, è previsto anche l’intervento della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. In vista di questo appuntamento resta una domanda che riecheggia tra residenti e osservatori: Assisi sta davvero facendo la scelta migliore per il 2026?

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