Cultura

Morta Patrizia Cavalli, la poetessa originaria di Todi

Venerdì 24 giugno l'ultimo saluto presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio

Si è spenta all’età di 75 dopo una lunga malattia Patrizia Cavalli, la poetessa nata a Todi il 17 aprile 1947. Attraverso la sua penna ha saputo elevare il linguaggio quotidiano a poesia tanto da essere considerata tra le più grandi poetesse italiane del secondo Novecento.

Vive a Roma dall’inizio degli anni ’70. Durante gli studi di filosofia conosce Elsa Morante che scopre in lei la vocazione per la poesia. Proprio alla scrittrice è infatti dedicato il primo volume di versi, Le mie poesie non cambieranno il mondo (Einaudi, 1974), cui segue Il cielo (Einaudi, 1981).

Nel 1992 Patrizia Cavalli unisce nel volume Poesie (1974-1992) le prime due opere e una terza intitolata L’io singolare proprio mio a cui segue il volume Sempre aperto teatro (Einaudi, 1999) che si aggiudica il Premio Viareggio e il poemetto La guardiana (Nottetempo, 2005) poi confluito nella raccolta Pigre divinità e pigra sorte (Einaudi, 2006). Più recentemente sono uscite le raccolte Flighty matters (Edizioni Quodlibet, 2012) e Datura (Einaudi, 2013). Nel 2019 pubblica la raccolta di prose Con passi giapponesi (Einaudi), finalista al Premio Campiello 2020. Del 2020 è la raccolta di versi Vita meravigliosa (Einaudi).

La sua poesia, apprezzata da tutta Europa e non solo, è stata tradotta in varie lingue tra cui il francese, l’inglese, lo spagnolo e il tedesco. Il suo timbro poetico è un insieme di classico e quotidiano: la grazia arguta della lingua e la malinconia del tempo che passa consentono alla tematica amorosa di innescare interrogativi sul proprio sé.


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