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Il Pan Opera Festival chiude nel segno dei giovani con “La serva padrona”

Oggi alle 18 al Teatro comunale l’opera di Pergolesi riletta attraverso le maschere della Commedia dell’Arte. Cala il sipario sulla XII edizione, tra musica, scuola e grande partecipazione del pubblico

Il Pan Opera Festival si avvia alla conclusione mettendo ancora una volta al centro i giovani e il rapporto tra opera, teatro e scuola. Sarà La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi, uno dei capolavori del teatro musicale settecentesco, a chiudere oggi, sabato 24 ottobre, la XII edizione del Festival promosso dall’associazione TéathronMusikè nell’ambito del progetto Pan Opera Scuola. La recita aperta a tutti è in programma alle 18 al Teatro comunale. Considerata la limitata disponibilità di posti, la partecipazione è possibile esclusivamente su prenotazione, scrivendo a [email protected] oppure tramite WhatsApp al numero 351 9442515.

Particolarmente originale è la lettura registica del capolavoro di Pergolesi proposta da Virgilio Bianconi, direttore artistico del Festival e presidente di TéathronMusikè. «L’intermezzo – spiega Bianconi – verrà ricondotto alle sue radici teatrali, quelle della Commedia dell’Arte, dalla quale gli intermezzi comici del primo Settecento ereditarono caratteri, situazioni, gestualità e meccanismi scenici». Prenderanno così vita le maschere di Colombina, Arlecchino, Pulcinella e il Capitano, chiamate a ricostruire davanti agli spettatori la vicenda della Serva padrona. Il gioco della maschera diventa la chiave per riscoprire la modernità e la straordinaria forza comica dell’opera.

Lucia Gala sarà Serpina, personaggio nel quale rivive l’astuzia di Colombina, mentre Pedro Bomba vestirà i panni del Capitano, trasformandosi poi in Uberto, il padrone destinato a cadere nella sapiente rete della giovane serva. Marlon Zighi Orbi, nei panni di Arlecchino, darà vita al servo muto Vespone, mentre Alberto Agea interpreterà Pulcinella, completando il gioco metateatrale delle maschere. La parte musicale sarà affidata al maestro Enrico Bianchi, concertatore al clavicembalo, affiancato da Chiara Franceschini al violino e Catherine Bruni al violoncello.

Con La serva padrona si conclude un’edizione particolarmente significativa del Pan Opera Festival, dedicata al tema «L’amore, tra cielo e terra», declinato attraverso la musica, il teatro, la storia e i luoghi del territorio.
«Un’edizione – sottolinea Bianconi – accompagnata da una straordinaria partecipazione del pubblico e dal tutto esaurito agli appuntamenti proposti, grazie anche alla qualità degli artisti che hanno preso parte al Festival. Dopo l’amore sacro, quello poetico, quello romantico e quello mozartiano, il Festival sceglie di congedarsi con il sorriso e con l’amore astuto di Serpina, affidandolo soprattutto ai ragazzi».

Per TéathronMusikè questo finale assume un significato particolare. Al termine di un anno complesso, il Pan Opera Festival ha trovato una risposta significativa nel pubblico, negli artisti, nella scuola e nelle istituzioni che hanno collaborato, confermando la capacità di continuare a produrre cultura sul territorio. «E proprio dai più giovani arriva il modo migliore per chiudere questa XII edizione: giocare con l’opera, scoprire il teatro e comprendere che un capolavoro scritto quasi tre secoli fa può ancora parlare, divertire e sorprendere», conclude Bianconi.

Il Pan Opera Festival chiude nel segno dei giovani con "La serva padrona" 3


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