Agriumbria 2027 si rinnova: nuovi spazi, identità e progetti per la 58ª edizione
Dal 2 al 4 aprile a Bastia Umbra la manifestazione punta su innovazione e nuove opportunità per il settore agroalimentare. Tra le novità il Padiglione 10, la Sardegna come Regione Ospite e l’anteprima di Carnitaly

Agriumbria cambia passo. La 58esima edizione della Mostra nazionale dell’agricoltura, della zootecnia e dell’alimentazione, in programma dal 2 al 4 aprile 2027 a Umbria Fiere di Bastia Umbra, si presenta con una nuova identità visiva, nuovi spazi e soprattutto un nuovo posizionamento: da manifestazione espositiva a piattaforma di relazione, confronto e business per l’intero sistema agroalimentare. Il progetto è stato presentato giovedì 8 ottobre, alla Camera dei deputati, alla presenza del presidente di Umbriafiere Spa, Antonio Forini, dell’assessora regionale all’Agricoltura, Simona Meloni, del deputato e segretario della Commissione Agricoltura della Camera, Raffaele Nevi; del sottosegretario al ministero dell’Interno Emanuele Prisco e del direttore tecnico dell’Associazione italiana allevatori (AIA), Andrea Bassini. La conferenza è stata introdotta dal giornalista Alessandro Maurilli.
La platea dei partecipanti ha restituito un significativo spaccato delle numerose partnership che collaborano al progetto Agriumbria; dalla provincia di Perugia con il presidente Massimiliano Presciutti al Comune di Bastia Umbra con il sindaco Erigo Pecci sino ai presidenti di 3A-PTA, Aaum, Anabic, Anacli e Assonapa. Il nuovo posizionamento di Agriumbria 2027 è sintetizzato nel payoff ‘Dalla filiera al sistema’ e racconta la volontà di ampliare il perimetro della manifestazione, facendone una piattaforma di intersezione tra imprese, operatori, istituzioni, innovazione, ricerca e territori. Un’evoluzione che muove da numeri consolidati: l’ultima edizione ha coinvolto infatti oltre 450 espositori e circa 90mila visitatori, confermando Agriumbria come appuntamento di riferimento per il comparto nel Centro Italia.
“Le fiere – dichiara Antonio Forini, presidente di Umbriafiere – custodiscono una vocazione antica che oggi acquista ancora più valore: far incontrare le persone e permettere loro di conoscere attraverso l’esperienza diretta. Quanto più la comunicazione digitale amplia ciò che possiamo vedere a distanza, tanto più diventa importante poter toccare con mano un prodotto, osservare una tecnologia all’opera e confrontarsi con chi l’ha realizzata. Agriumbria coltiva questo incontro tra esigenze e soluzioni: innovazioni che aiutano a risparmiare acqua ed energia, migliorare la produzione e ridurre i tempi di lavoro. È un patrimonio che vogliamo continuare a valorizzare”.
Tra le principali novità della 58esima edizione c’è il Padiglione 10, primo risultato concreto del percorso di sviluppo del quartiere fieristico. Lo spazio, che raggiungerà complessivamente circa 5mila metri quadrati, ospiterà: il Ring A – Zootecnia, lo stand istituzionale AIA, la sala convegni e la preview del nuovo format fieristico ideato da Umbriafiere e dedicato alla filiera della carne e delle proteine di origine animale. Il nuovo padiglione si inserisce così in un più ampio intervento di restyling che interesserà anche allestimenti, segnaletica, percorsi di accesso e attraversamento, con l’obiettivo di rendere l’esperienza di visita più funzionale e riconoscibile.
Esordisce quest’anno anche la formula della Regione Ospite: un territorio a forte vocazione zootecnica sarà infatti l’ospite speciale di ogni edizione portando in fiera esperienze, competenze e nuove prospettive di confronto. A inaugurare il percorso è, nel 2027, la Regione Sardegna; per le future edizioni la selezione delle Regioni Ospiti sarà curata da Umbriafiere Spa in collaborazione con AIA e la Regione Umbria.
“Il nostro polo fieristico di Umbria Fiere – chiarisce l’assessora Meloni – è il più grande del Centro Italia, in una regione che è mediana e che attrae ogni anno tantissimi utenti. Agriumbria è una fiera sempre più importante nel panorama nazionale e questo ci deve spingere a lavorare insieme e a creare le condizioni perché sempre più imprenditori possano trovare nella nostra manifestazione un punto di approdo e di sviluppo. Nell’edizione 2027 di Agriumbria avremo più spazi, sono del resto tanti gli espositori dell’evento. L’anno scorso, che è stato il più partecipato, sono state presentate oltre 600 richieste di partecipazione trovando soluzioni espositive per 450; questo significa che servono nuovi spazi. Anche quest’anno Umbriafiere ha avuto dei picchi altissimi, siamo arrivati a 85mila visitatori quindi significa economia per il territorio e sviluppo per la nostra terra”.
La 58ª edizione sarà anche l’occasione per presentare in anteprima Carnitaly, un nuovo format fieristico proprietario di Umbriafiere Spa, nato dall’esperienza maturata con Agriumbria e dedicato al vasto mondo della carne e delle proteine di origine animale. Il progetto punta a sviluppare una lettura trasversale della filiera, mettendo in relazione diversi settori e protagonisti: produzione, trasformazione, distribuzione, ricerca, innovazione e consumo. Sarà il Padiglione 10, durante l’edizione 2027 di Agriumbria, a ospitare la preview del nuovo format.
“È stato un onore – ha sottolineato il deputato Raffaele Nevi – ospitare alla Camera dei Deputati la presentazione di Agriumbria che è un evento così importante, ormai, che penso sia giusto che abbia una rilevanza nazionale, d’altronde è la seconda fiera agricola e zootecnica del nostro Paese, la più grande per quanto riguarda il Centro Sud. Una vetrina sul settore agricolo che consideriamo strategico per il futuro del nostro Paese, anche per la crescita economica, dell’industria alimentare e agroalimentare che trasforma prodotti straordinari, prodotti che contribuiscono in modo significativo anche all’export del Paese. Quindi, era giusto questo tributo e questa rilevanza nazionale, speriamo che la fiera cresca sempre di più e possa migliorare dal punto di vista delle strutture, ci sono progetti di sviluppo e questo è importante perché diventa anche un volano economico”.
Una traiettoria condivisa anche da AIA, Associazione italiana allevatori, partner storico della manifestazione. “Agriumbria – ha affermato il direttore Bassini – per noi è un punto chiave all’interno della nostra strategia come Associazione italiana allevatori. Per noi è fondamentale qualificare questa fiera come punto di riferimento per il Centro Sud in Italia delle filiere di produzione e delle proteine di origine animale. Conosciamo e vogliamo valorizzare il patrimonio della produzione di carne in Italia, è molto importante la biodiversità. Avere un partner come Agriumbria che investe e soprattutto innova anche negli spazi fieristici è una questione chiave perché abbiamo bisogno di far vedere il supporto che viene dato alle filiere e agli allevatori e di sicuro questo si conferma come appuntamento unico nel panorama nazionale”.
La trasformazione di Agriumbria si inserisce nel più ampio percorso di evoluzione intrapreso da Umbria Fiere a partire da gennaio 2026. Un processo che punta a valorizzare l’eredità di una manifestazione costruita in 58 edizioni, aggiornandone al tempo stesso linguaggi, spazi e modalità di relazione. ‘Dalla filiera al sistema’ diventa così non soltanto il payoff della 58esima edizione, ma la sintesi di una visione che guarda al futuro e al ruolo che la manifestazione può continuare a svolgere a sostegno del comparto agroalimentare.
“Con la sua 58esima edizione – conclude il presidente di Umbriafiere Spa Forini – Agriumbria esprime la propria capacità evolutiva senza perdere il legame con la storia e l’identità. La manifestazione diventa un vettore delle volontà e delle ambizioni che l’intero quartiere fieristico porta avanti, ponendosi con i suoi eventi, come strumento di crescita a servizio dell’economia e della cultura del territorio prima regionale e poi nazionale”.

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