CronacaTerniUmbria

La strage della Terni-Rieti riaccende l’emergenza sicurezza: sei morti, oltre trenta feriti e una domanda che non può più essere rimandata

Presidente Regione Proietti: "Una tragedia come questa deve segnare uno spartiacque. Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per ridurre i rischi sulle nostre strade. Non lasceremo sole le famiglie". Fra le vittime anche Giampiero Colasanti, conosciuto da tutti come "Scintilla", storico volontario e figura simbolo della Corsa all'Anello di Narni

Una tragedia che segna una comunità, una regione e l’intero Paese. Sei persone hanno perso la vita e decine (trentaquattro come affermato dalla presidente della Regione Umbria) sono rimaste ferite nel drammatico incidente avvenuto nel pomeriggio di domenica 2 agosto lungo la strada statale 79 Bis “Ternana”, nel tratto tra Terni e Rieti, nei pressi di Colli sul Velino. È il più grave incidente stradale mai avvenuto in Umbria e uno dei più pesanti degli ultimi anni in Italia.

Lo schianto ha coinvolto un camper, un autobus e due automobili. Un impatto devastante che ha trasformato la strada in uno scenario descritto dagli stessi soccorritori come un vero e proprio campo di battaglia.

Fin dalla prima chiamata al 118 è stato attivato il protocollo di maxi emergenza. Sul posto sono intervenuti medici, infermieri, vigili del fuoco, polizia stradale, forze dell’ordine, Protezione civile e personale Anas. Quattro feriti in condizioni gravissime sono stati trasferiti in elicottero agli ospedali Gemelli di Roma e Santa Maria di Terni, mentre gli altri feriti sono stati distribuiti tra gli ospedali di Rieti, Terni e Foligno.

Tra le vittime, salite come detto purtroppo a sette, oltre ai due autisti dell’autobus e ad alcuni occupanti dei mezzi coinvolti, c’è anche Giampiero Colasanti, conosciuto da tutti come “Scintilla”, storico volontario e figura simbolo della Corsa all’Anello di Narni. Sarebbe stato lui dalle prime informazioni alla guida del camper. La sua scomparsa ha lasciato sgomenta un’intera comunità che lo ricorda come un uomo generoso, competente e sempre al servizio degli altri.

Le altre vittime umbre sono Federico Romualdi e Daniela Bellanca. Il primo, residente nella frazione ternana di Torreorsina, 49enne, era alla guida del bus che ha impattato frontalmente contro il camper, andato in frantumi, a bordo del quale con Giampiero Colasanti c’era la seconda, ternana classe 1964, commessa in un supermercato.

INCIDENTE TERNI-RIETI: ATTIVATO NUMERO DI EMERGENZA 0744 480 458

RISPONDE PERSONALE DIREZIONE REGIONALE SALUTE RISERVATO STRETTAMENTE AI FAMILIARI DELLE PERSONE COINVOLTE

Sul luogo della tragedia si è recata anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, visibilmente provata: “È uno scenario di guerra quello che si sono trovati davanti i soccorritori. Una tragedia immane. È stato attivato il protocollo per le grandi emergenze e il sistema della sanità pubblica si è mobilitato in maniera tempestiva. Il nostro personale ha salvato vite”.

Parole che raccontano la drammaticità di quanto accaduto, ma che diventano anche il punto di partenza di una riflessione molto più ampia.

Successivamente la presidente ha affidato ai social un messaggio destinato a lasciare il segno: “Una tragedia come questa non si può descrivere. Dalla prima chiamata al 118, attivata la maxi emergenza, i nostri medici e infermieri sono accorsi subito come eroi insieme a polizia, forze dell’ordine e Protezione civile su un campo di battaglia. Troppi morti e feriti, sofferenza indicibile”.

Poi il passaggio più significativo: “Una tragedia come questa deve segnare uno spartiacque. Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per ridurre i rischi sulle nostre strade. Prevenzione, informazione, manutenzione, investimenti, limiti di velocità, controlli: tutto ciò che è in nostro potere, noi dobbiamo farlo.”

Sono parole che vanno oltre il dolore del momento. Diventano un appello affinché questa ennesima strage non venga archiviata come una tragica fatalità.

Ogni anno migliaia di persone perdono la vita sulle strade italiane e decine di migliaia rimangono ferite. Dietro ogni numero ci sono famiglie distrutte, comunità segnate e vite che cambiano per sempre. Eppure, troppo spesso, l’attenzione si spegne nel giro di pochi giorni, fino alla tragedia successiva.

L’incidente della Terni-Rieti riporta con forza al centro del dibattito il tema della sicurezza stradale. Dalle condizioni delle infrastrutture alla manutenzione, dai controlli sul rispetto dei limiti di velocità alla prevenzione, fino all’educazione stradale: sono molti gli aspetti sui quali istituzioni e cittadini sono chiamati a interrogarsi.

Le cause dell’incidente sono ancora al vaglio degli investigatori e sarà l’inchiesta a chiarire l’esatta dinamica dello schianto. Ma c’è una certezza che emerge già oggi: tragedie di queste dimensioni impongono una riflessione collettiva.

Nel suo messaggio, Stefania Proietti ha assicurato che la Regione Umbria non lascerà sole le famiglie colpite: “Non lasceremo sole le famiglie toccate da questa immane tragedia, non lasceremo sola nessuna famiglia in cui la vita viene sconvolta da un incidente stradale”. Un impegno che si accompagna al dolore di un’intera regione.

La speranza è che questa tragedia rappresenti davvero quello “spartiacque” evocato dalla presidente. Perché ogni volta che una strada si trasforma in teatro di morte, non si interrompono soltanto dei viaggi: si spezzano famiglie, si cancellano progetti di vita e si lascia una ferita destinata a rimanere aperta per sempre.

Se da questa immane tragedia nasceranno maggiore consapevolezza, investimenti concreti e un rinnovato impegno sulla sicurezza stradale, allora il dolore di oggi potrà almeno trasformarsi in un monito per evitare che altre famiglie conoscano la stessa sofferenza.


© Riproduzione riservata

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Adblock rilevato

UmbriaSocial vive anche grazie ad annunci e sponsor, per favore, disabilita il tuo AdBlock per continuare