A Torricella di Magione il “nido vigilato”: la comunità protegge un cigno in cova sul Trasimeno
Tra cartelli, turni spontanei di sorveglianza e grande partecipazione dei residenti, la schiusa delle uova trasforma una darsena del lago in un simbolo di attenzione collettiva e convivenza con la natura

Tra gli episodi che nelle ultime settimane hanno attirato l’attenzione dei residenti di Torricella di Magione, uno in particolare ha assunto i contorni di una piccola storia collettiva: la presenza di un cigno in cova nella darsena del Lago Trasimeno, diventata ormai un punto di osservazione quotidiano per la comunità.
L’area è stata progressivamente “attrezzata” dai residenti stessi con un cartello che riporta le indicazioni “Nido cigno”, “Non disturbare”, “Videosorveglianza”, “Animali al guinzaglio” e “No pane”, segno di una tutela informale ma costante che si è consolidata nel tempo. In molti raccontano che la scelta del luogo da parte dell’animale sia stata spontanea: il cigno avrebbe infatti individuato proprio quella darsena come sito di nidificazione.
La situazione ha generato un coinvolgimento crescente della popolazione locale, con una vigilanza quotidiana organizzata in modo spontaneo. Diversi anziani del paese si sono alternati nel controllo del nido, tanto che in paese si scherza sul fatto che il cigno “sia stato lasciato solo soltanto di notte”. Con il passare dei giorni, anche i più giovani hanno iniziato a partecipare attivamente, intensificando i controlli e prolungandoli fino alle ore serali, soprattutto quando il maltempo e il calo delle temperature hanno alimentato timori per la sopravvivenza delle uova.
La lunga fase di incubazione non è stata priva di tensioni. Circa venti giorni prima della schiusa, infatti, tre ragazzini avevano lanciato una sedia contro il cigno mentre questo stava covando. L’episodio era stato interrotto dall’intervento di un residente presente sul posto per la vigilanza, che aveva allontanato i giovani. Secondo una testimonianza raccolta in loco, i “vandali si sono messi nei guai” perché l’uomo intervenuto era fisicamente imponente, circostanza che avrebbe spinto i ragazzi alla fuga. Nonostante l’aggressione subita, l’animale non si è allontanato dal nido, continuando a proteggere le uova nella stessa posizione.
Da quel momento, la partecipazione della comunità è diventata ancora più intensa, assumendo quasi un carattere protettivo e, per molti versi, affettivo. Ad oggi, lunedì 18 maggio, tutte e sette le uova si sono schiuse con successo e sono nati sette piccoli cigni, seguiti con entusiasmo e commozione dai residenti che per settimane hanno accompagnato ogni fase della cova con una presenza costante.
La vicenda del cigno si è così trasformata in un simbolo di attenzione condivisa, capace di unire residenti di diverse generazioni attorno a un evento naturale raro e osservato con crescente partecipazione.
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