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Pasqua cara: trasporti alle stelle e mobilità sempre più difficile

Aumenti fino al 131% sui voli e oltre il 70% sui pullman. Studenti e lavoratori fuorisede i più colpiti

Pasqua è giunta, quest’anno, in un clima di forti tensioni politiche ed economiche. Questa festività, che spesso coincide con l’arrivo del bel tempo, è stata in genere occasione per molti per fare i bagagli e trascorrere qualche giorno fuori casa. È stato più difficile quest’anno superare i confini nazionali: da un lato a causa dei conflitti che minano la stabilità geopolitica e la sicurezza, dall’altro per i costi, che soprattutto sul fronte dei voli hanno raggiunto picchi davvero impressionanti.

Come ogni anno, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei viaggi in treno, pullman e aereo nelle festività di Pasqua, effettuando il confronto anche con il 2025.

Secondo le prime stime 1 famiglia su 7 (pari a circa 3,8 milioni di famiglie) ha scelto di trascorrere Pasqua fuori casa. Di queste, oltre il 96% è rimasto in Italia, approfittando dell’ospitalità di amici e parenti, oppure scegliendo soluzioni low cost in b&b, agriturismi o appartamenti in affitto.

A viaggiare sono stati soprattutto studenti e lavoratori fuorisede che sono tornati a casa, per festeggiare con amici e parenti. Ma, come ogni anno, chi ha messo in programma di spostarsi ha dovuto fare i conti con forti aumenti dei costi dei biglietti e della benzina.

In molti, infatti, hanno scelto di spostarsi in auto, spendendo però, rispetto a Pasqua 2025, circa il +4% per la benzina e il +26% per il diesel, nonostante il taglio delle accise completamente eroso da aumenti e fenomeni speculativi. Ma gli aumenti non sono mancati anche per chi ha scelto di viaggiare diversamente: nel confronto con il 2025, a Pasqua, i costi dei voli per le tratte monitorate sono aumentati mediamente del 23%, con picchi di oltre l’80% (Milano – Londra) e del 73% (Milano – Parigi). Nel periodo di Pasqua, viaggiare in treno è costato l’11% in più rispetto al 2025.

Ma le differenze maggiori, come ogni anno, si sono rilevate tra i costi dei biglietti durante le festività e quelli applicati nei periodi immediatamente precedenti: il nostro Osservatorio ha aggiornato il consueto studio, confrontando i prezzi per un viaggio nel weekend di Pasqua con quelli di un weekend ordinario di marzo. I risultati hanno confermato aumenti significativi su tutte le principali tratte. In particolare, i costi dei viaggi in treno sono aumentati mediamente del +47%, con picchi fino al +65% (Milano-Bologna). Non è andata molto meglio a chi ha deciso di prendere un volo: i costi delle tratte nazionali sono aumentati del +67% (con un picco del +131% per la tratta Torino-Palermo) e quelli dei voli internazionali del +62%.

Il viaggio in pullman è risultato ancora il più economico, ma è stato quello che ha registrato i rincari più elevati. Mediamente i biglietti monitorati sono aumentati del +72%; l’aumento più alto si è registrato sulla tratta Roma-Cosenza, che a Pasqua ha avuto una tariffa più elevata del +112% rispetto a un weekend di marzo.

Ogni anno denunciamo queste maggiorazioni spropositate e ingiustificate, ma ancora non si è deciso di porre dei limiti. A pagarne le conseguenze sono i cittadini, specialmente lavoratori e studenti che si trovano lontano da casa e che avrebbero voluto trascorrere le festività in famiglia. Conoscendo queste dinamiche molti si sono organizzati da tempo, prenotando il biglietto con largo anticipo per spuntare le tariffe migliori, ma non sempre è stato possibile. Per questo riteniamo che, in una fase di rincari come quella attuale, sia arrivato il momento di porre un faro su questi sovrapprezzi, che spesso si sono accompagnati anche a ritardi e disservizi. Per questo Federconsumatori torna a chiedere un intervento delle Autorità competenti per garantire un accesso equo alla mobilità e arginare la speculazione sui prezzi dei trasporti in occasione delle festività.

Foto Freepik


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