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Luoghi da recuperare in Umbria: Bettona, quale futuro per Villa del Boccaglione? (foto)

Senza interventi concreti, la villa rischia di vedere compromessa la sua identità e la sua funzione pubblica

(Stefano Berti) Nel “viaggio” tra i luoghi dell’Umbria che necessitano di essere recuperati e riportati al loro antico splendore, c’è certamente Villa del Boccaglione a Bettona.

Percorrendo la strada provinciale 403, appena sotto il borgo di Bettona, la Villa del Boccaglione si staglia all’orizzonte con tutta la sua sontuosa eleganza settecentesca. Realizzata probabilmente da Giuseppe Piermarini, la villa è un capolavoro architettonico e paesaggistico, immerso in un complesso di giardini che un tempo erano gioielli di scenografia, con parterre geometrici, viali alberati, fontane e un ninfeo al centro del giardino segreto.

Oggi, però, la realtà è ben diversa. Dopo l’acquisizione da parte dello Stato nel 1991, la Soprintendenza ai Beni Architettonici, Artistici e Storici dell’Umbria ha avviato interventi di restauro che hanno interessato gli edifici e parte dei giardini, per un totale di circa 8,7 milioni di euro. Nonostante ciò, i giardini sono in gran parte inaccessibili e versano in uno stato di degrado: siepi secche, fontane non funzionanti, scaloni pericolanti e boschetti abbandonati rendono difficile leggere l’impianto originario e apprezzare la bellezza del luogo.

Negli ultimi anni, il Ministero della Cultura ha ammesso un finanziamento di oltre 1,1 milioni di euro per il recupero dei giardini, ma ancora non risultano avviati lavori né progetti esecutivi. Le rare aperture al pubblico sono limitate a poche giornate, mentre il Comune di Bettona cerca di mantenere vive alcune iniziative culturali a proprie spese, con eventi confinati al prato d’ingresso.

La domanda che sorge spontanea è: quale futuro per la Villa del Boccaglione? La risposta non può venire dal Comune, che non ne è proprietario. Servirebbe un impegno diretto e chiaro della Soprintendenza dell’Umbria, che ha la responsabilità di garantire il restauro, la sicurezza dei percorsi e la fruizione dei giardini. Solo così la villa potrà tornare a essere un punto di riferimento culturale e sociale per la cittadinanza, restituendo alla comunità la sua bellezza storica e il suo valore simbolico.

Il tempo stringe: senza interventi concreti, la villa rischia di vedere compromessa la sua identità e la sua funzione pubblica. Sarebbe ora di trasformare finanziamenti e progetti in realtà visibili, per far sì che la Villa del Boccaglione torni a vivere, e non resti soltanto un miraggio all’orizzonte.


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