La cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 ha intrecciato sport, memoria e futuro in una serata carica di emozioni, capace di attraversare luoghi simbolo e discipline diverse. Tra Milano, Cortina, Livigno e Predazzo, la fiamma olimpica ha acceso il racconto dei Giochi e, con esso, anche la pallavolo italiana ha trovato il suo spazio da protagonista.
Allo stadio San Siro, la torcia ha fatto il suo ingresso accompagnata da due icone assolute del calcio italiano, Franco Baresi e Beppe Bergomi, storici capitani di Milan e Inter, chiamati a rappresentare una tradizione sportiva che ha segnato intere generazioni. Da lì, il testimone è passato idealmente allo sport di oggi.
Tra i volti scelti per questo passaggio simbolico anche quello di Simone Giannelli, capitano della Sir Susa Vim Perugia e leader della Nazionale maschile di pallavolo. Il palleggiatore azzurro ha ricevuto la fiaccola da Anna Danesi, accompagnata da Paola Egonu e Carlotta Cambi, in un momento che ha unito il meglio del volley maschile e femminile italiano. Con Giannelli presenti anche Simone Anzani e Luca Porro, compagni di quell’Italia capace di conquistare il titolo mondiale.
Il viaggio della fiamma si è poi concluso con due accensioni dal forte impatto emotivo: a Cortina, affidata a Sofia Goggia, simbolo di coraggio e determinazione sulle nevi, e a Milano, dove ad accendere il braciere sono stati Alberto Tomba e Debora Compagnoni, leggende che hanno fatto sognare l’Italia ai Giochi invernali.
Per Giannelli, una serata destinata a restare impressa, prima di tornare immediatamente al presente agonistico: sabato 7 febbraio il capitano dei Block Devils guiderà Perugia nella seconda semifinale delle Final Four di Coppa Italia contro Verona, con negli occhi e nelle mani l’energia di una notte olimpica.
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