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Regionali Umbria, i frati del Sacro Convento: “Non ‘benediciamo’ nessuna candidata”

La replica dei francescani a un articolo del Corriere della Sera - simile a uno del 2019: "Titolo a effetto, ma va veicolata la verità dei fatti"

Scherza coi fanti ma lascia stare i Santi. Dopo quello del 2019 (quando fece dire a un giovane frate francescano, anonimo: “Potrei dirle una bugia, e sarebbe comunque un peccato veniale. Invece voglio dirle la verità: noi preghiamo affinché Salvini perda queste elezioni regionali“) il Corriere della Sera si “ripete” anche nel 2024: stavolta il frate è in una stanza dalla luce fioca e piena di libri e, mentre morde una mela portando il giornalista nella tomba di San Francesco, dice al giornalista che non è “peccato stimare una persona: conosciamo Stefania molto bene. È la sindaca di Assisi ormai da oltre sette anni e ha dimostrato di incarnare, con sincerità e slancio, tutti i valori francescani”. E se Tesei è avanti nei sondaggi, il frate anonimo risponde. “Ma Stefania non deve avere alcun timore… Lei sa che occorre sempre attingere forza nel Signore e nel vigore della sua potenza, perché ogni cosa difficile diventerà facile”. (Continua dopo lo screen del 2019)

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Il titolo è presto fatto (“Il caso dei frati di Assisi che benedicono la candidata alla Regione (col Cantico nel programma)”) e immediata arriva la smentita del Sacro Convento di Assisi: “Abbiamo letto stamane – si legge nella nota di cui riportiamo ampi stralci – un articolo sul Corriere della Sera a firma di Fabrizio Roncone – dal titolo ‘Il caso dei frati d’Assisi che ‘benedicono’ la candidata alla Regione col Cantico nel programma’. Sicuramente un titolo a effetto, che chiama l’attenzione e può suscitare molto interesse. Se poi però si legge l’articolo, si vede che in realtà qualcosa non torna in questo misterioso incontro con questo frate senza nome. Chi ci conosce sa che nessun frate si sognerebbe di mangiare una mela mentre scende alla tomba di san Francesco e di usare un linguaggio tipo: ‘Occorre sempre attingere forza nel Signore e nel vigore della sua potenza, perché ogni cosa difficile diventerà facile’. Capiamo altresì che la legge del mercato chiede di costruire notizie che facciano scalpore – e a dire la verità ci fa anche sorridere un po’: anche noi frati, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare informazione e comunicazione, nella consapevolezza che è un compito delicato in una società democratica: si tratta infatti di veicolare la verità dei fatti, conditio sine qua non per favorire la libertà di tutti e di ciascuno, che – crediamo – stia a cuore a ognuno di noi”.

“Come da tradizione – che risale a san Francesco stesso – noi frati crediamo di poter favorire la ricerca e il perseguimento del bene comune della società: per questo cerchiamo di essere una comunità accogliente – come il padre Custode, fra Marco Moroni, ha ribadito durante il recente G7 sulla disabilità e l’inclusione – verso tutti, anche verso i politici di diverso orientamento – per ricordare in particolare il valore primigenio e assoluto della dignità di ogni persona, di chi è stato concepito, di chi è vulnerabile o fragile, di chi ha delle disabilità, degli anziani, dei migranti e di coloro che, a causa delle scellerate decisioni dei potenti, vivono – e purtroppo muoiono – sotto le bombe o sono vittime dei fenomeni atmosferici estremi. Ecco, concludendo, auspichiamo maggiore attenzione verso i lettori dei quotidiani, che – proprio attraverso il gesto della lettura – esprimono una fiducia di fondo nei confronti del giornale e dei professionisti che vi lavorano: in effetti, la fraternità che tutti auspichiamo e che è – come ci insegna papa Francesco nella sua enciclica firmata ad Assisi, Fratelli tutti (3 ottobre 2020) – il cammino di guarigione di questo mondo malato di solitudine e di violenza, passa anche per relazioni affidabili e rispettose, che aiutino la ricerca del vero e del bene comune. È un cammino impegnativo e bello – concludono i frati – che riguarda tutti, anche noi frati: allora camminiamo insieme nella carità e nella verità”


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