
Da un lato il completamento della Tre Valli Umbre, considerato strategico per collegare la Flaminia alla E45 e rilanciare la viabilità delle aree interne dell’Umbria e del cratere sismico; dall’altro il piano di interventi già avviato da Anas sulla SS3 Flaminia tra Spoleto e Terni. Sono i due principali dossier infrastrutturali che interessano il territorio, accomunati dall’obiettivo di migliorare sicurezza e collegamenti, ma con tempistiche e prospettive molto diverse.
Per la Tre Valli Umbre il progetto del collegamento tra Spoleto e Acquasparta continua a essere indicato tra le priorità regionali. Il primo stralcio, Madonna di Baiano–Firenzuola, dispone di un progetto approvato e dei lavori già avviati, mentre per il completamento dell’intero itinerario resta da reperire la copertura finanziaria, stimata in circa 600 milioni di euro. Un’infrastruttura attesa da decenni e ritenuta fondamentale per collegare la SS3 Flaminia con la E45, riducendo i tempi di percorrenza e migliorando l’accessibilità dello spoletino e della Valnerina.
Nel frattempo Anas sta portando avanti un programma di riqualificazione della Flaminia tra Spoleto e Terni del valore di circa 50 milioni di euro. Gli interventi comprendono il risanamento di ponti e viadotti, l’installazione di reti paramassi e barriere di protezione, l’eliminazione di alcuni incroci a raso e la realizzazione di una terza corsia di arrampicamento per migliorare la fluidità della circolazione e aumentare la sicurezza.
Tra gli interventi già in corso figurano il risanamento dei viadotti “Fosso del Cimitero” e “Fosso del Molino”, nel tratto compreso tra il km 116+760 e il km 117+290, mentre entro luglio è prevista la conclusione dell’installazione delle reti paramassi e delle nuove barriere di protezione. È inoltre in fase preparatoria il cantiere per la terza corsia di arrampicamento in direzione Spoleto, tra il km 108+900 e il km 109+900. L’opera, larga 3,5 metri, punta a eliminare gli incolonnamenti provocati dai mezzi pesanti in salita, ridurre i sorpassi più rischiosi e rendere più scorrevole il traffico. La durata prevista dei lavori è di circa nove mesi; nella prima fase non sono attese limitazioni significative alla circolazione, poiché gli interventi saranno eseguiti all’esterno dell’attuale carreggiata, mentre successivamente dovrebbe essere mantenuta una corsia per senso di marcia.
Il momento più delicato del programma è previsto nel 2027, quando è programmata la demolizione e ricostruzione dell’impalcato di un viadotto al valico della Somma. Secondo il cronoprogramma illustrato da Anas, il tratto compreso tra il km 117+300 e il km 120+800 dovrebbe essere interessato da una chiusura totale in entrambe le direzioni della durata stimata di circa sei mesi, indicativamente tra aprile e ottobre. Durante il cantiere il traffico leggero verrebbe deviato lungo la vecchia Flaminia, mentre quello pesante sarebbe instradato sulla SS209 Valnerina, quindi sulla Tre Valli Umbre e attraverso la galleria di Forca di Cerro, con rientro sulla Flaminia verso nord. Una fase che potrebbe comportare inevitabili disagi, soprattutto per i pendolari che ogni giorno si spostano tra Spoleto e Terni.
Se il piano di Anas rappresenta una risposta concreta alle esigenze di manutenzione e messa in sicurezza della rete esistente, il completamento della Tre Valli Umbre resta invece la grande opera ancora da finanziare. Il progetto è pronto a compiere i successivi passi realizzativi, ma per trasformarlo in cantiere sarà necessario reperire le risorse necessarie a completare un’infrastruttura che il territorio attende ormai da quasi quarant’anni.
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