Festival del Medioevo 2026, apertura con Barbero: il Duecento specchio del nostro tempo
Dalle guerre al potere del denaro, dalle tensioni religiose al desiderio di pace: la lectio dello storico inaugura il percorso dedicato agli ottocento anni dalla morte di Francesco d'Assisi

Ci sono epoche che, pur appartenendo a un passato lontano, continuano a interrogare il presente. È il caso del Duecento, secolo di profonde trasformazioni politiche, economiche e sociali, ma anche del messaggio universale di Francesco d’Assisi.
Sarà proprio il Duecento il filo conduttore della serata di anteprima del Festival del Medioevo 2026, che inaugurerà il suo programma con un appuntamento speciale affidato ad Alessandro Barbero. L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte del santo di Assisi e propone una riflessione su un’epoca che, al di là della distanza cronologica, conserva sorprendenti analogie con il mondo contemporaneo.
Nel corso dell’incontro, Barbero guiderà il pubblico attraverso un Medioevo complesso e dinamico: il tempo delle città in espansione, delle guerre tra poteri, della nascita di nuove ricchezze accanto a diffuse condizioni di povertà, delle tensioni religiose e dei profondi cambiamenti che ridisegnarono la società europea.
Un racconto che non si limiterà alla ricostruzione storica, ma offrirà anche spunti di riflessione sul presente. La paura dell’altro, il ruolo del denaro, la violenza, le disuguaglianze e il desiderio di pace sono infatti temi che attraversavano il Duecento e che continuano a interrogare la nostra epoca, rendendo il dialogo con il passato più attuale che mai.

Foto Alessandro Barbero via Instagram
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