Castiglione del Lago, torna la poesia al Pomarancio: sei incontri tra versi e nuove voci
Dal 26 giugno al 28 luglio la Rocca Medievale ospita la rassegna “Pomarancio Poetry, poesia in libera assonanza”. In programma poeti, performer e autori umbri e nazionali nel segno della condivisione e della passione per la parola

Dopo oltre un decennio Lagodarte Impresa Sociale riporta a Castiglione del Lago gli incontri con i “poeti per passione”, donne e uomini che si muovono e si incontrano in Umbria sospinti dall’amore per i versi, al di là e a prescindere dai rispettivi e spesso variegati percorsi professionali e letterari. Da martedì 23 giugno al 28 luglio i sei appuntamenti della rassegna “Pomarancio Poetry, poesia in libera assonanza”, alle ore 18:30 nel caratteristico e suggestivo scenario medievale dei Caffè Pomarancio, all’interno della Rocca di Castiglione del Lago.
Questa volta grazie alla passione di Claudio Barbieri, residente a Magione ma castiglionese d’adozione, creativo, “pasionario” e “anch’io poeta”, così si autodefinisce nel suo profilo social. Barbieri aveva collaborato con Lagodarte alle ormai lontane edizioni della rassegna “Di luce e d’ombra” che aveva portato una generazione di poeti e scrittori umbri a mettersi in gioco a Castiglione, nel corso di un decennio fino al 2013, recitando i proprio versi alla maniera degli artisti di strada per vicoli e piazzette ma, soprattutto, nel luogo deputato della poesia estiva, l’angolo verde dei Giardini del Pomarancio all’interno della Rocca Medievale, all’ombra degli olivi secolari, quando la calura si tempera e la parola risuona appunto “tra luce e d’ombra”.
Claudio Barbieri, poeta “di base” pure lui, è cresciuto, prova ne è il riconoscimento tributatogli da Patty Smith, si proprio lei “la poetessa del rock”, che nella scaletta suo reading/concerto alla rocca di Castiglione del Lago del giugno 2022, ha inserito e recitato una sua poesia, rigorosamente in inglese, invitando il pubblico a tributargli un meritato e caloroso applauso.
La sua umiltà e il suo entusiasmo, abbinati alla capacità di rimanere sul pezzo e di mettersi in gioco restando dentro il movimento creativo territoriale di chi si racconta in versi, è rimasta intatta. Ed ecco che per la ripartenza, o più correttamente “il ritorno” con “Pomarancio Poetry, poesia in libera assonanza” ci propone una serie di appuntamenti con voci nuove e originali. Partenza ieri, martedì 23 giugno, con Claudia Fofi, eugubina, poeta, musicista, performer che fonda la sua poetica su una lingua che con leggerezza e ironia indaga le pieghe del contemporaneo.
Claudia Fofi debutta vincendo il Premio Grinzane Cavour (con in giuria Fabrizio De André). Dopo l’album d’esordio “Un sogno blu” (1998) e il Premio Ciampi (2001), sperimenta l’elettronica in “Centrifuga” (2003), ma si ritira dalle scene per maternità e per gestire una casa-laboratorio a Cortona. Riaffiora con progetti teatrali e corali (“Le Core”, vincitrici del Logic Award) e si dedica alla ricerca vocale. Dal 2011 intreccia musica e poesia, pubblicando nel 2016 la prima raccolta “Odio le ragioniere”. Torna in studio nel 2018 con “Teoria degli affetti” (autoprodotto). Autrice per la Med Free Orkestra, ha pubblicato i romanzi “Post-Post” (2019), “Una volta, all’improvviso” (2023), le sillogi “Etica della parola dolce” (2023) e “Le ossa cantano” (2024), e il romanzo “Uisciueriar” (2024). Dal 2015 dirige il Festival Umbria in Voce.
Martedì 30 giugno l’ospite è Enrico Tribbioli, poeta e giornalista pubblicista, nato e residente a Perugia, già conduttore di programmi Jazz per Umbria Radio. Si prosegue l’8 luglio con Marco Ambrosi poeta, scrittore, umbro, una voce poetica viscerale; il 14 luglio è la volta di Cinzia Tarquino poetessa d’intima musica in controcanto, col suo “Discanto d’amore” in tre atti “sgrammatica” la bellezza ricomposta; il 21 luglio c’è Max Matolo poeta e artista romano: studia arte e ceramica ma la poesia è la sua forma espressiva più autentica. La rassegna si conclude il 28 luglio con Mauro Francia, poeta dell’anima, che traduce l’altalena delle emozioni umane in versi suggestivi venati di sensibilità lirica, narrando l’intensità dell’amore e la malinconia dell’assenza.

© Riproduzione riservata



