Festa dei Ceri, Gubbio sfida il maltempo nel giorno della tradizione
Alzata perfetta in piazza Grande per i Ceri di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio. Attesa per la corsa verso il Monte Ingino mentre incombe il rischio pioggia

A Gubbio oggi, 15 maggio, si celebra la storica Festa dei Ceri, uno degli appuntamenti più sentiti e simbolici dell’Umbria. L’edizione di quest’anno è segnata dall’incognita del maltempo, con la possibile pioggia attesa nelle prossime ore e in particolare nel pomeriggio, quando è prevista la tradizionale Corsa dei Ceri verso il monte Ingino. La mattinata si è però svolta regolarmente, regalando alla città uno dei momenti più attesi dell’intera giornata: la tradizionale “Alzata” in piazza Grande. I tre Ceri – quello di Sant’Ubaldo, di San Giorgio e di Sant’Antonio – sono stati sollevati puntualmente davanti a migliaia di persone, in un’atmosfera carica di emozione e partecipazione popolare.
Molti osservatori hanno definito l’Alzata “perfetta”, sottolineando la precisione del cerimoniale e l’intensità vissuta dalla folla eugubina. Un momento che, come ogni anno, rinnova il legame profondo tra la città e la sua tradizione più antica. Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sulla celebre corsa che accompagnerà i Ceri fino al monte Ingino, in onore di Sant’Ubaldo. Proprio le condizioni meteo rappresentano però una possibile difficoltà per lo svolgimento della manifestazione, seguita ogni anno da migliaia di cittadini e visitatori.
Sulla ricorrenza è intervenuta venerdì mattina anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha definito la Festa dei Ceri «il cuore identitario dell’Umbria». La governatrice ha ricordato come i tre Ceri di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio siano presenti da oltre cinquant’anni nello stemma della Regione Umbria, a testimonianza del valore simbolico della tradizione. Secondo Proietti, la festa del 15 maggio rinnova un rito secolare capace di attraversare i secoli senza perdere autenticità. La presidente ha evidenziato come la continuità storica rappresenti uno degli aspetti più straordinari della celebrazione, tramandata senza interruzioni dal 1160.
La governatrice ha inoltre precisato che non si tratta di una rievocazione costruita per i turisti o destinata semplicemente a essere osservata, ma di una celebrazione realmente vissuta dal popolo eugubino. Una tradizione che passa di generazione in generazione e che viene custodita con orgoglio dalla popolazione locale. Per Proietti, la Festa dei Ceri va ben oltre il folklore: spiritualità, sacrificio e memoria si fondono infatti in un’esperienza profondamente radicata nella storia della città. La presidente ha infine sottolineato che la festa resta intimamente eugubina, ma appartiene a tutta l’Umbria, rappresentando una parte essenziale della storia collettiva regionale e uno dei simboli più autentici con cui l’Umbria si racconta in Italia e nel mondo.

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