
Documenti ufficiali alla mano, il Consigliere Francesco Fasulo, Capogruppo di Forza Italia al Comune di Assisi, replica punto per punto alla replica con cui la Direzione del Distretto Sanitario dell’Assisano ha negato l’esistenza di procedure di chiusura della Guardia Medica di Santa Maria degli Angeli.
Di seguito la nota trasmessa alla redazione:
“Ho studiato attentamente i documenti ufficiali firmati dalla stessa Direzione del Distretto e approvati dal Direttore Generale della USL Umbria 1 – dichiara Fasulo – e raccontano una storia completamente diversa da quella della smentita. Voglio spiegarla ai cittadini con i fatti alla mano, perché hanno il diritto di sapere cosa sta accadendo al loro servizio sanitario.”
Il Consigliere ha analizzato l’Allegato 14 al protocollo 0055993 del 16 marzo 2026, firmato dalla Direzione del Distretto Sanitario dell’Assisano. Alla voce “POSTAZIONI C.A.” – Continuità Assistenziale – il documento riporta: “Riduzione del numero delle postazioni di ex Guardia Medica con eventuale accorpamento di sedi limitrofe. Inviate progetto di riorganizzazione alla Direzione Sanitaria e Generale – 01/07/2025 – Questo progetto attuato da ottobre/novembre 2025 potrebbe portare ad un risparmio annuo di ore 10.000“.
“Il primo luglio 2025 – spiega Fasulo – la Direzione del Distretto ha inviato un progetto formale per ridurre le postazioni di Guardia Medica. Tra ottobre e novembre 2025 questo progetto è stato attuato, non proposto o studiato: attuato e potrebbe produrre un risparmio di diecimila ore di servizio. Nell’aprile 2026, il Direttore Generale della USL ha adottato la Delibera 463 che prende atto di tutte le misure di efficientamento del 2025, certificando oltre due milioni di euro di risparmi complessivi. Tra queste misure c’è proprio la riduzione della Continuità Assistenziale.”
Il Capogruppo di Forza Italia pone quindi la domanda chiave: “Come si può affermare che non è stata avviata alcuna procedura quando esistono carte che parlano di un progetto trasmesso, attuato, rendicontato e approvato? Questi sono fatti scritti in documenti ufficiali, firmati, protocollati.”
Fasulo spiega anche come funzionano le riorganizzazioni sanitarie dal punto di vista tecnico-amministrativo. “Quando un Distretto vuole chiudere presidi di Guardia Medica segue questa procedura: primo, elabora un progetto e lo trasmette alla Direzione Sanitaria – nel nostro caso il primo luglio 2025. Secondo, se autorizzato procede all’attuazione – nel nostro caso ottobre/novembre 2025, il documento dice testualmente ‘progetto attuato’. Terzo, rendiconta i risultati – nel nostro caso 16 marzo 2026, firma dell’Allegato 14. Quarto, il Direttore Generale approva formalmente con delibera – nel nostro caso Delibera 463, aprile 2026.”
“Quest’ultimo passaggio è decisivo – sottolinea il Consigliere – Quando il Direttore Generale prende atto di misure già adottate non sta facendo un atto neutro: sta ratificando quelle scelte, conferendo piena legittimità giuridica. Con la delibera, quelle misure diventano atti ufficiali dell’Azienda Sanitaria, vincolanti.”
Sul risparmio economico indicato nel suo ordine del giorno, Fasulo fornisce le basi del calcolo. “L’Allegato 14 indica diecimila ore ma il testo si interrompe prima della cifra. Ho fatto un calcolo semplice: i medici di Continuità Assistenziale costano all’azienda circa 25-30 euro l’ora lordi. Facendo una media ponderata tra turni diurni, notturni e festivi, il costo si attesta intorno ai 10 euro l’ora. Diecimila ore per dieci euro fanno centomila euro all’anno. Una stima prudenziale. Ma il punto vero è un altro: per risparmiare meno di dieci euro per abitante all’anno si sta smantellando un servizio costituzionale per oltre diecimila cittadini.”
Il Consigliere chiarisce anche la confusione emersa nella risposta del Distretto tra Palazzo della Salute e Casa della Comunità. “A Bastia Umbra esiste già il Palazzo della Salute, un edificio operativo. La Casa della Comunità non è un edificio nuovo: è un nuovo modello organizzativo previsto dal decreto ministeriale 77 del 2022, finanziato dal PNRR, che verrà realizzato dentro il Palazzo della Salute dopo i lavori di adeguamento. La risposta del Distretto lo conferma parlando del Palazzo ‘in fase di adeguamento’.”
“Ed è qui che emerge la verità – incalza Fasulo – La risposta scrive: ‘Con l’apertura della Casa della Comunità sarà necessario istituire il servizio di Continuità Assistenziale’. Istituire significa creare, aprire. Quando i lavori saranno completati, il servizio verrà concentrato a Bastia Umbra. E Santa Maria? Silenzio totale. Ecco perché devo agire adesso: il progetto di chiusura è approvato, l’attuazione è iniziata, la chiusura definitiva è solo questione di tempo.”
Sulla circostanza che il presidio fisico esista ancora, il Consigliere ribalta l’obiezione. “Il fatto che la Guardia Medica esista ancora non contraddice la mia denuncia: la rafforza. Quando l’Allegato 14 dice ‘progetto attuato con risparmio di diecimila ore’, significa che qualcosa è già cambiato: riduzione degli orari, meno personale, meno copertura. Il risparmio è stato rendicontato nel bilancio 2025. La riorganizzazione è già operativa. Ma c’è una fase finale da completare: la chiusura totale quando il Palazzo diventerà Casa della Comunità. Ed è proprio per questo che devo agire adesso, finché posso salvare il servizio. Se aspetto che chiuda, sarà troppo tardi. Lo sanno tutti: riaprire un presidio sanitario chiuso è impossibile.”
Fasulo smonta anche l’argomento normativo utilizzato dal Distretto. “Dicono che il decreto ministeriale 77 del 2022 li obbliga a mettere la Guardia Medica nella Casa della Comunità, quindi devono toglierla da Santa Maria. Falso. Il DM 77/2022 prevede che le Case della Comunità abbiano servizi attivi ventiquattro ore, ma non dice che per aprirli in un posto devi chiuderli in un altro. Le Case della Comunità nascono per aggiungere servizi, non per toglierli. La verità è semplice: non è la legge che impone la chiusura, è una scelta di risparmio. Centomila euro contro diecimila cittadini.”
Particolarmente dura la risposta di Fasulo al tentativo di scaricare responsabilità sulla precedente amministrazione regionale. “Dicono che è colpa della Giunta Tesei, che Assisi è rimasto ‘isorisorse’. Strumentalizzazione pura. La Giunta Tesei con la DGR 152/2022 ha portato decine di milioni di euro PNRR per costruire la Casa della Comunità di Bastia Umbra. Ha investito, non tagliato. Non ha mai previsto la soppressione della Guardia Medica di Santa Maria.”
“I tempi sono chiarissimi – incalza il Consigliere – Il progetto di soppressione è stato trasmesso il primo luglio 2025, con la Presidente Proietti già in carica da otto mesi. È stato attuato nell’ottobre 2025, con Proietti alla guida della Regione. È stato approvato nell’aprile 2026, sotto la Giunta Proietti. La Tesei ha costruito, la Proietti sta smantellando. E se Assisi è isorisorse, questo rafforza la necessità di mantenere i presidi esistenti, non di chiuderli.”
Fasulo si rivolge quindi direttamente alla Presidente della Regione Umbria con tre domande precise. “Presidente Proietti, le faccio tre domande semplici che richiedono tre risposte chiare.
Prima: conferma o smentisce che il primo luglio 2025 la Direzione del Distretto ha trasmesso un progetto di riduzione delle postazioni di Guardia Medica, attuato da ottobre/novembre 2025?
Seconda: conferma o smentisce che questo progetto prevede l’accentramento del servizio nella Casa della Comunità di Bastia Umbra con chiusura di Santa Maria?
Terza: intende bloccare questo progetto e garantire il mantenimento della Guardia Medica a Santa Maria, oppure intende procedere con la chiusura? Tre domande, tre risposte. Sì o no. I cittadini meritano di sapere se la loro Guardia Medica chiuderà.”
Sul rimprovero di “destare allarme ingiustificato”, la replica del Consigliere è netta. “L’allarme è giustificatissimo. Quando un servizio garantito dall’articolo 32 della Costituzione, ricompreso nei Livelli Essenziali di Assistenza, viene soppresso in un’area con oltre diecimila abitanti per risparmiare centomila euro – lo zero virgola zero zero quattro per cento del bilancio USL – l’allarme non solo è giustificato: è doveroso. Io non sto diffondendo fake news: sto citando documenti ufficiali, firmati e protocollati. Se creano allarme, il problema non è chi li porta all’attenzione dei cittadini. Il problema è chi ha deciso di sopprimere il servizio.”
Fasulo ha depositato un ordine del giorno che impegna il Sindaco e la Giunta comunale ad avviare un confronto immediato con la Presidente Proietti, a richiedere la revoca del progetto, a promuovere iniziative istituzionali e a valutare azioni legali a tutela dei diritti costituzionali.
“Voglio vedere cosa farà il Sindaco Stoppini – dichiara il Capogruppo di Forza Italia – Se voterà a favore e andrà davvero in Regione a difendere Santa Maria con la mia stessa determinazione, o se farà melina delegando responsabilità mentre il servizio viene smantellato. I cittadini stanno guardando. E ricorderanno.”
“In questa vicenda ci sono i fatti da una parte e le parole dall’altra – conclude Fasulo – I fatti: progetto trasmesso il primo luglio 2025, attuato ottobre/novembre 2025, risparmio rendicontato, delibera di approvazione aprile 2026, chiusura programmata. Le parole: non è stata avviata alcuna procedura, allarme ingiustificato. I cittadini devono decidere a chi credere: ai documenti ufficiali o alle smentite che quegli stessi documenti contraddicono.”
“Io continuerò a difendere i diritti costituzionali dei cittadini di Assisi e delle sue frazioni con i documenti alla mano, con le norme che tutelano la salute, con i principi della Costituzione. Perché la salute non si tocca. Perché i diritti non si vendono. Perché centomila euro non valgono il sacrificio di diecimila cittadini. Perché Santa Maria degli Angeli non è di serie B. Questa battaglia la porto avanti io e la porterò avanti fino in fondo.”
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