Disagio urbano in Umbria, cresce l’allarme nelle aree ferroviarie: il caso di Santa Maria degli Angeli (foto)
Ai piedi di Assisi praticamente “occupata” un’area condominiale e spazi pubblici dedicati (solo in teoria) allo svago

In diverse aree dell’Umbria torna al centro dell’attenzione il tema del disagio urbano legato alla presenza di persone senza fissa dimora, in particolare nei pressi delle stazioni ferroviarie e delle zone di maggiore transito.
A fare da simbolo di una situazione sempre più diffusa è quanto segnalato a Santa Maria degli Angeli, frazione di Assisi, dove residenti e attività commerciali denunciano da settimane criticità crescenti nell’area dei Portali e nelle zone limitrofe alla stazione.
Secondo le testimonianze raccolte, la presenza stabile di gruppi di persone senza fissa dimora, che sostano tra spazi pubblici e strutture dismesse, non rappresenta più un fenomeno occasionale ma una condizione consolidata. Una dinamica che – sottolineano i cittadini – tende a intensificarsi con l’arrivo della stagione estiva.
Situazioni analoghe vengono segnalate anche in altri contesti urbani della regione, dove la concentrazione di servizi, punti di assistenza e snodi di trasporto finisce per attrarre persone in difficoltà, creando però, in assenza di un adeguato coordinamento, criticità sul piano della convivenza e del decoro.
Nel caso specifico di Santa Maria degli Angeli, i residenti parlano di comportamenti molesti, consumo di alcol e occupazione prolungata di spazi comuni, inclusi giardini pubblici recentemente riqualificati e frequentati da famiglie.
La preoccupazione, evidenziata in più segnalazioni, riguarda non solo il degrado urbano ma anche la sicurezza percepita: “C’è disagio nel vivere quotidianamente il quartiere”, spiegano gli abitanti, che lamentano una mancanza di risposte chiare da parte delle istituzioni locali.
Nel corso dei mesi sarebbero state avanzate richieste di intervento, ma – secondo quanto riferito – senza indicazioni precise su tempi e modalità di azione. Un vuoto che alimenta il senso di incertezza tra i cittadini.
Il tema, tuttavia, si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intero territorio regionale e che chiama in causa non solo le amministrazioni comunali, ma anche il livello regionale e i servizi sociali.
Operatori del settore evidenziano infatti la crescente complessità nella gestione di situazioni di marginalità, che richiedono interventi strutturati e coordinati tra assistenza, sicurezza e politiche abitative.
Con l’avvicinarsi dell’estate, cresce il timore di un ulteriore aumento delle presenze nelle aree più esposte, con possibili ripercussioni anche sull’ordine pubblico. Da qui la richiesta, che arriva dai territori, di un piano condiviso a livello umbro capace di affrontare il fenomeno in modo organico, evitando risposte frammentarie e intervenendo sia sulle cause sociali sia sulla gestione degli spazi urbani.
“Non si tratta di criminalizzare il disagio – sottolineano i residenti – ma di trovare soluzioni concrete che garantiscano dignità a tutti e serenità a chi vive quotidianamente questi luoghi”.
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