
Due serate d’autore al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti (Lazio) per scoprire il rapporto tra natura, storia, popoli e comunità, dall’antichità ai tempi nostri. Si tratta dei due appuntamenti speciali del Festival dei Popoli Italici, manifestazione nazionale dedicata alla storia delle genti che abitarono la Penisola prima dell’affermazione della civiltà romana. Il tema di questa prima edizione è La primavera sacra.
Venerdì 8 maggio il neurobiologo vegetale, saggista e docente universitario Stefano Mancuso porterà sul palco la lezione-spettacolo La tribù degli alberi. Partendo dal suo libro – il cui titolo dà il nome alla serata – Mancuso propone un incontro dedicato alla vita delle piante, osservate non come elementi passivi del paesaggio, ma come organismi capaci di relazione, adattamento e cooperazione.
Che cosa sappiamo davvero degli alberi? E in che modo il mondo vegetale può aiutarci a ripensare il concetto di comunità? Dalle radici che comunicano tra loro alle reti sotterranee che collegano intere foreste, emerge un modello di esistenza fondato su cooperazione, adattamento e resilienza; un modello che mette in discussione la nostra idea di individualismo e invita a ripensare il rapporto tra esseri umani e natura. Sabato 9 maggio sarà la volta di Dario Fabbri, fondatore e direttore editoriale della rivista mensile di geopolitica Domino, per una serata dal titolo Popoli e imperi, dal mondo antico all’età contemporanea.
L’Italia antica è stata un mosaico di popoli legati da complessi rapporti di alleanza e scontro con la potenza nascente di Roma; popoli che non possiamo immaginare come un blocco unitario, ma piuttosto come una costellazione di comunità spesso in conflitto tra loro, in equilibrio instabile tra autonomia e alleanze. Questo equilibrio trovò il suo momento di massima tensione nella cosiddetta “Guerra Sociale”, un conflitto scaturito proprio dalla richiesta di partecipazione e riconoscimento politico da parte delle comunità italiche. Un conflitto che segnerà l’ingresso forzato in una dimensione più ampia: quella imperiale.
Da qui parte la riflessione di Dario Fabbri, che utilizza il mondo antico per leggere una dinamica che attraversa tutta la storia: il rapporto tra identità locali e strutture di potere più estese. Un meccanismo che non si esaurisce con Roma, ma ritorna nelle grandi potenze contemporanee. Il Festival dei Popoli Italici propone, dall’8 al 10 maggio 2026, anche lezioni di storia gratuite di taglio divulgativo e vede come protagonisti i maggiori studiosi italiani e stranieri della storia antica: storici, archeologi, storici dell’arte, scienziati, scrittori, artisti, architetti e giornalisti.
Il Festival dei Popoli Italici, ideato dal giornalista Federico Fioravanti e dall’Associazione culturale Archè APS, è finanziato dal Piano Nazionale Complementare – Next Appennino, promosso dalla Città di Rieti e inserito nel calendario degli eventi “L’Aquila 2026, Capitale Italiana della Cultura – Una grande avventura per Rieti”. La manifestazione gode del sostegno della Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti. L’evento è realizzato dall’Impresa Culturale e Creativa Florabant SRL. Sponsor del Festival sono l’azienda molisana Dimensione srl, fornitrice di servizi di connessione a internet a banda larga, e il Comune di Cittaducale. I principali partner operativi sono la rivista di divulgazione storica Archeo, la società di servizi culturali ArcheoAres e la manifestazione di divulgazione storica Umbria Antica Festival.

© Riproduzione riservata



