Perugia, una corona di mimose sotto la lapide delle carcerate antifasciste
Perugia ha celebrato la memoria e l’impegno delle donne che hanno pagato con il carcere la loro opposizione al regime fascista. In occasione della Giornata internazionale della donna, è stata deposta una corona di mimose sotto la lapide commemorativa dedicata alle carcerate antifasciste.
La cerimonia, semplice ma partecipata, si è svolta alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, associazioni e cittadini. Le mimose, simbolo dell’8 marzo in Italia, sono state affisse vicino alla lapide per rendere omaggio alle donne che durante il ventennio fascista subirono arresti e detenzioni per le loro idee e per il loro impegno nella difesa della libertà.
Durante l’iniziativa è stato ricordato il valore storico e civile del sacrificio di queste donne, spesso protagoniste silenziose della lotta al fascismo. Molte di loro furono arrestate per aver sostenuto attività clandestine, per aver diffuso stampa antifascista o per aver aiutato partigiani e oppositori del regime.
I presenti hanno sottolineato come il gesto simbolico della deposizione della corona non rappresenti soltanto un momento di commemorazione, ma anche un’occasione per ribadire l’importanza della memoria storica e dei diritti conquistati grazie al coraggio di chi ha resistito.
La mattinata si è conclusa con un momento di raccoglimento davanti alla lapide, mentre le mimose deposte hanno colorato di giallo il luogo della memoria, ricordando il contributo fondamentale delle donne alla storia della democrazia italiana.
Presente – con una rappresentanza della Provincia di Perugia – la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi che in occasione dell’8 marzo ha dichiarato: “La qualità democratica di un Paese si misura anche nella libertà delle donne e nella capacità delle istituzioni di garantire condizioni reali di autonomia, sicurezza e partecipazione. È su questo terreno che le città italiane continuano a lavorare ogni giorno, affinché il principio della parità diventi esperienza concreta nella vita delle comunità”.
“Questa giornata – spiega la sindaca Ferdinandi – rappresenta un richiamo alla responsabilità delle istituzioni e della società affinché la parità, la libertà e la piena partecipazione delle donne alla vita democratica siano un impegno concreto che attraversa tutto l’anno”.
La sindaca di Perugia ricorda che “ottant’anni fa le donne italiane entrarono per la prima volta nei seggi elettorali contribuendo alla costruzione della Repubblica e ampliando l’orizzonte della nostra democrazia. Da allora la presenza femminile nelle istituzioni e nella vita pubblica è cresciuta in modo significativo. Oggi nei Comuni italiani oltre 44 mila amministratrici rappresentano più di un terzo degli amministratori locali e il numero delle sindache è aumentato in modo costante negli ultimi decenni, segno di una trasformazione importante nella classe dirigente dei territori”.
Per la delegata Anci il percorso verso una parità pienamente realizzata “passa anche dalla capacità di garantire alle donne condizioni di autonomia economica e pari opportunità nel lavoro. Il tema della parità salariale rappresenta ancora una delle sfide più importanti per il nostro Paese. Ridurre il divario retributivo e garantire pari riconoscimento professionale significa rafforzare l’indipendenza delle donne e rendere più giusta e dinamica l’intera società”.
E non dimentica, la sindaca di Perugia “l’impegno, che resta centrale, per il contrasto alla violenza di genere, ancora oggi una delle più gravi ferite sociali e democratiche. Le città sono il primo luogo in cui questo impegno prende forma. Nei territori si costruiscono reti tra amministrazioni, servizi sociali, scuole, centri antiviolenza e associazioni per prevenire la violenza, sostenere le donne nei percorsi di uscita dalle situazioni di abuso e rafforzare le condizioni di autonomia e dignità”.
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