Assisi, Ostensione di San Francesco: organizzazione apprezzata, residenti chiedono attenzione al centro
Le criticità non riguardano soltanto il momento attuale, ma il futuro di alcune aree “meno in vista” altamente frequentate anche in altri periodi dell’anno
Continua a richiamare migliaia di pellegrini e visitatori l’Ostensione dei resti di San Francesco d’Assisi, in corso nella Basilica di San Francesco d’Assisi e destinata a proseguire fino al 22 marzo. L’iniziativa, inserita nelle celebrazioni dell’Ottocentenario francescano, sta portando nella città umbra un afflusso straordinario di fedeli provenienti da tutta Italia e dall’estero.
L’organizzazione dell’evento è stata ampiamente apprezzata per la capacità di gestire un numero così elevato di visitatori in una città dalle dimensioni contenute e con un centro storico particolarmente delicato. I flussi di pellegrini sono stati accolti con percorsi dedicati e misure straordinarie, permettendo di affrontare giornate di grande affluenza.
In questi giorni, tuttavia, alcuni residenti del centro storico hanno voluto chiarire che le criticità segnalate non riguardano l’evento religioso in sé. In una lettera diffusa dopo alcuni incontri con l’amministrazione comunale e con la Polizia municipale, il comitato dei residenti ha ribadito il valore delle celebrazioni e il loro significato per la città, sottolineando però la necessità di affrontare alcune problematiche che da tempo interessano la vita quotidiana del centro.
Secondo quanto evidenziato nella lettera, l’ultimo fine settimana – caratterizzato da flussi record di pellegrini – ha messo sotto pressione alcune aree del centro storico, con momenti di congestione pedonale soprattutto nella parte bassa della città. Tra le zone citate dai residenti c’è anche l’area del Vescovado, dove riposa San Carlo Acutis e dove negli ultimi giorni sono state individuate soluzioni temporanee per la gestione dei parcheggi e della viabilità. Ma per il futuro quali le soluzioni un’area altamente frequentata con costanza?
Pur riconoscendo gli sforzi messi in campo per affrontare la situazione, il comitato sottolinea come la gestione della città non possa essere concentrata esclusivamente sui flussi verso i santuari, ma debba tenere conto anche delle esigenze di chi vive quotidianamente nel centro storico.
Tra i temi sollevati c’è la necessità di controlli più capillari nelle strade interne della città, in particolare contro la sosta irregolare e gli abusi nelle occupazioni di suolo pubblico durante i momenti di maggiore affluenza turistica.
Accanto ai problemi legati alla gestione dei flussi, i residenti pongono anche una questione più ampia: il futuro del centro storico e il mantenimento di una comunità stabile all’interno delle mura. Secondo il comitato, il calo delle iscrizioni nelle scuole dell’infanzia del centro è un segnale evidente dello spostamento di molte famiglie verso le frazioni, dove i servizi risultano più accessibili.
Per questo tra le proposte avanzate c’è il potenziamento dei servizi per l’infanzia e per le famiglie, considerato un passaggio fondamentale per mantenere vivo il centro storico e contrastare il rischio di spopolamento.
Il comitato dei residenti, nato per rappresentare le esigenze di chi vive nel cuore della città, prosegue nel frattempo gli incontri pubblici e il confronto con le istituzioni, con l’obiettivo di costruire una visione che sappia conciliare l’accoglienza dei pellegrini con la qualità della vita dei cittadini.
“Il centro soffre – sottolineano i residenti – ma può continuare a vivere se si riesce a trovare un equilibrio tra turismo, grandi eventi e vita quotidiana della comunità”.
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