Da Assisi alle cronache umbre: Francesco Fasulo, la voce che divide maggioranza e opposizione
“C’è qualcosa che non va? Chiama Fasulo”: uno slogan nato tra alcuni cittadini, mentre altri sono più critici
(Stefano Berti) Ad Assisi c’è un consigliere che, piaccia o no, ha scelto di non passare inosservato. Francesco Fasulo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, è ormai presenza fissa nel dibattito pubblico cittadino, e non solo: uno, a volte due comunicati a settimana, accessi agli atti continui, sopralluoghi, denunce puntuali. Sempre sul pezzo. Sempre critico.
C’è chi lo liquida come “rumoroso”. Chi lo considera eccessivo. In aula il suo intervento non passa inosservato e tra i colleghi, a quanto si racconta nei corridoi, in tanti non lo sopportano. È uno che non ammorbidisce i toni, che incalza, che insiste. E proprio per questo finisce spesso sulle cronache dei giornali locali, anche su quelli dal taglio più sarcastico, diventando talvolta oggetto di ironie e titoli pungenti. Ma la visibilità, nel bene o nel male, resta costante.
Lo ha fatto sul cantiere fermo della struttura polivalente allo stadio di Santa Maria degli Angeli, con una richiesta articolata di documentazione su progetto, cronoprogramma, stati di avanzamento lavori, pagamenti e responsabilità. Lo ha fatto sulla vicenda dei dipendenti comunali, chiedendo chiarimenti su buoni pasto non distribuiti, carenze nell’ufficio personale e presunti ritardi nella comunicazione degli stipendi. Lo ha fatto anche sull’installazione della ormai nota ruota panoramica, presentando un ulteriore accesso agli atti per verificare autorizzazioni, iter amministrativo, concessioni e condizioni economiche.
Tre dossier diversi. Un metodo identico: richiesta formale di documenti, trasparenza, tempi certi. Nel frattempo continua la sua attività “di strada” nel territorio di Assisi e nelle frazioni: buche, asfalti dissestati, manutenzioni assenti, segnalazioni pubbliche quasi quotidiane. Un attivismo costante che per alcuni è iper-presenza, per altri è controllo democratico. Ormai, ad Assisi, qualcuno lo dice anche sorridendo: “C’è qualcosa che non va? Chiama Fasulo!”.
La sua azione sta producendo un effetto politico evidente: divide. Divide la maggioranza, che si trova costretta a rispondere, ma sta dividendo anche la sua stessa minoranza, che in alcuni elementi preferirebbe proposte attuabili e alternative. Non tutti apprezzano il ritmo serrato, la linea sempre critica, l’esposizione continua.
E qui sorge inevitabile una domanda: mentre Fasulo protocolla richieste, incalza l’amministrazione, ‘innervosisce’ la Giunta – che deve così trovare, non proprio in totale serenità d’animo (lo si è visto più volte, ndr) il tempo per le tante risposte – e occupa lo spazio mediatico, cosa stanno facendo concretamente gli altri esponenti dell’opposizione? La sensazione diffusa è che il livello di iniziativa non sia omogeneo. In politica, l’iperattività di uno mette inevitabilmente in luce l’eventuale silenzio degli altri. Questo “dare fastidio a tutti”, come qualcuno lo definisce, è forse la cifra della sua azione. Non risparmia la maggioranza, ma nemmeno si allinea automaticamente alle dinamiche interne della minoranza. È una postura autonoma, che può piacere o irritare.
Resta un fatto: Fasulo utilizza lo strumento dell’accesso agli atti con sistematicità, trasforma le segnalazioni in atti formali, mantiene una presenza mediatica costante e costruisce il proprio profilo politico sulla vigilanza e sulla critica. È solo un consigliere che “fa rumore”? O è un’opposizione che interpreta fino in fondo il ruolo di controllo? In un contesto locale dove spesso la politica procede per equilibri silenziosi, la sua scelta è quella della frizione continua. E la frizione, inevitabilmente, produce reazioni. Oggettivamente, il suo è un modello di opposizione ad alta intensità. Se sia eccessivo o necessario, lo dirà il tempo. Ma che sia costante, questo è difficilmente contestabile.
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