L’Umbria chiude il quarto trimestre 2025 con numeri positivi sul fronte degli arrivi: 687.149 visitatori e 1.565.507 presenze, per una permanenza media di 2,28 giorni. Rispetto allo stesso periodo del 2024 gli arrivi crescono del 10,4%, le presenze del 2,8%, mentre si registra un calo della permanenza media pari al -6,94%.
Il dato conferma un trend già osservato nei trimestri precedenti: l’Umbria attira sempre più turisti, ma per soggiorni più brevi. È la provincia di Perugia a trainare il movimento turistico regionale con 595.135 arrivi e 1.363.428 presenze (permanenza media 2,29 giorni). Gli arrivi crescono dell’11,0% e le presenze del 3,6%, mentre la permanenza media cala del 6,53%.
Tra i poli turistici spicca in modo evidente Assisi, che registra 193.604 arrivi e 408.695 presenze, con una permanenza media di 2,11 giorni.
Il dato più significativo è l’incremento degli arrivi: +22,3% rispetto al quarto trimestre 2024. Anche le presenze crescono in maniera consistente (+9,1%), confermando la città serafica come vero motore del turismo umbro nel periodo autunnale. La flessione della permanenza media (-10,97%) segnala però un cambiamento nelle modalità di visita: soggiorni più brevi, probabilmente legati a turismo religioso, culturale e city break, ma con un volume di visitatori in costante aumento.
Assisi consolida così la propria posizione di destinazione internazionale, capace di intercettare in modo particolare la crescita della componente straniera che, a livello regionale, segna un +37,4% negli arrivi.
Il capoluogo Perugia registra 131.362 arrivi e 331.178 presenze (PM 2,52), con incrementi del 6,4% negli arrivi e del 5,5% nelle presenze, e una permanenza media sostanzialmente stabile (-0,79%).
Situazione più articolata negli altri centri: Gubbio cresce moderatamente (+0,8% arrivi, +2,0% presenze), Foligno aumenta gli arrivi (+7,4%) ma perde presenze (-6,5%), Spoleto registra una lieve flessione (-0,2% arrivi, -2,5% presenze). Sul Trasimeno, Passignano cresce negli arrivi (+6,0%) ma cala nelle presenze (-6,1%), mentre Castiglione del Lago evidenzia una contrazione più marcata (-15,3% presenze).
Pur non figurando tra i principali poli per volume assoluto di flussi, Bettona si colloca in una posizione strategica tra Perugia e Assisi, all’interno di uno dei comprensori turistici più dinamici della regione. La forte crescita apre scenari interessanti per i comuni limitrofi: Bettona può intercettare parte dei flussi legati al turismo religioso e culturale, ma anche proporsi come alternativa per soggiorni più lunghi, grazie al suo patrimonio storico, al paesaggio collinare e a un’offerta ricettiva di qualità spesso orientata al turismo esperienziale e slow.
In un contesto in cui la permanenza media regionale è in calo, realtà come Bettona possono rappresentare un’opportunità per: incentivare soggiorni più distesi, valorizzare percorsi enogastronomici e naturalistici e integrare l’offerta in chiave di sistema territoriale.
La provincia di Terni chiude il trimestre con 92.014 arrivi e 202.079 presenze (PM 2,20). Gli arrivi crescono del 7,2%, ma le presenze calano del 2,6%. Orvieto si conferma capofila con +9,5% di arrivi e +5,1% di presenze, Terni registra una flessione (-2,4% arrivi, -9,2% presenze), Narni cresce in modo significativo (+12,7% arrivi, +10,9% presenze).
La sfida per il 2026 sarà trasformare l’aumento degli arrivi in maggiore permanenza, lavorando su integrazione territoriale e promozione diffusa. In quest’ottica, realtà come Bettona possono giocare un ruolo decisivo, rafforzando l’offerta integrata e valorizzando l’identità dei borghi come complemento strategico ai grandi poli turistici regionali.
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