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Bandecchi attacca di nuovo la Regione: “Sanità al collasso, Terni penalizzata rispetto a Perugia”

Il sindaco rivendica i risultati del Comune e accusa la Regione Umbria di favorire il capoluogo per ragioni politiche, mentre la città scivola nelle classifiche per la qualità dei servizi sanitari

Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, torna all’attacco della Regione Umbria con parole durissime e senza mezzi termini. In un messaggio dal tono netto e polemico, il primo cittadino ha rivendicato i risultati ottenuti dalla sua amministrazione, contrapponendoli a quelli che definisce fallimenti evidenti a livello regionale, in particolare sul fronte sanitario.
”I fatti contano più delle parole”, ha dichiarato Bandecchi, sottolineando come – a suo dire – mentre “altri hanno ottenuto voti senza saper amministrare”, la sua azione di governo avrebbe prodotto una crescita concreta per la città. Un’affermazione che suona come una stoccata diretta agli amministratori regionali e a chi, negli anni, ha guidato l’ente senza riuscire – secondo il sindaco – a garantire servizi adeguati ai cittadini ternani.
Il passaggio più critico riguarda la sanità regionale, indicata come “l’unico neo” capace però di incidere pesantemente sulla qualità della vita e sulla reputazione del territorio. Bandecchi parla di una città “sprofondata al 108° posto”, definendo la situazione “di una gravità inaudita”. Un riferimento che riaccende il dibattito sui servizi sanitari in Umbria e sulle ricadute che le performance del sistema sanitario avrebbero sul posizionamento e sull’attrattività di Terni.
Non solo. Il sindaco accusa apertamente la Regione di concentrare attenzioni e risorse quasi esclusivamente su Perugia, sostenendo che il capoluogo verrebbe privilegiato anche per ragioni politiche, “perché è di sinistra”, mentre Terni sarebbe lasciata indietro. Un’accusa pesante, che aggiunge un ulteriore elemento di scontro istituzionale e che chiama in causa direttamente le scelte strategiche dell’amministrazione regionale.

L’attacco del sindaco apre ora un nuovo fronte politico tra Palazzo Spada e la Regione, destinato ad alimentare tensioni già esistenti. La strategia comunicativa appare chiara: marcare la distanza tra l’operato dell’amministrazione comunale e le responsabilità attribuite al livello regionale, rafforzando l’immagine di un sindaco che rivendica risultati concreti e individua altrove le cause delle criticità ancora irrisolte. Lo scontro politico prosegue.


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