Assisi, il Consiglio comunale scivola nel trash: quando il confronto lascia spazio allo spettacolo (video)
C’è chi guarda a Terni come simbolo del degrado del dibattito politico locale. Ma Assisi, oggi, non può più chiamarsi fuori, anzi tutt’altro
(S.B.) Il Consiglio comunale di Assisi torna alle cronache, ma ancora una volta non per decisioni, progetti o soluzioni ai problemi della città. A far parlare è l’ennesimo video, rilanciato oggi da un noto giornale satirico della Regione Umbria – Fraido per l’appunto – che mostra una seduta dai toni accesi, a tratti imbarazzanti, segnata da insulti, battibecchi e polemiche sterili.
Non si tratta di un episodio isolato. Nell’ultimo anno, i consigli comunali di Assisi hanno spesso assunto i contorni di un teatro del confronto urlato, dove la dialettica politica sembra cedere il passo allo scontro personale. Scene già viste: voci sovrapposte, accuse reciproche, nervosismi che poco hanno a che fare con il rispetto delle istituzioni e con il ruolo che gli eletti dovrebbero ricoprire. (Continua dopo il video – Link diretto)

C’è chi guarda a Terni come simbolo del degrado del dibattito politico locale. Ma Assisi, oggi, non può più chiamarsi fuori. Anzi, sotto questo profilo, sembra essersi guadagnata una poco invidiabile prima linea. E il fatto che siano – anche – testate satiriche a rilanciare questi episodi la dice lunga: quando la politica diventa caricatura di se stessa, il confine tra cronaca e satira si assottiglia pericolosamente.
Il problema, però, non è l’ironia dei media, ma ciò che manca dentro l’aula consiliare: la capacità di affrontare concretamente le questioni che riguardano i cittadini. Mentre si moltiplicano i video virali e le polemiche, restano sullo sfondo i temi reali – servizi, manutenzione, sviluppo, vivibilità – che meriterebbero ben altro livello di attenzione e serietà.
Assisi è una città dal valore simbolico enorme, riconosciuta nel mondo per la sua storia, la sua spiritualità e il suo patrimonio culturale. Vederla rappresentata da consigli comunali “movimentati” più per gli insulti che per le decisioni è qualcosa che dovrebbe interrogare tutti, maggioranza e opposizione.
Il Consiglio comunale non è un ring, né un palcoscenico social. È il luogo del confronto democratico, dove anche lo scontro politico dovrebbe restare dentro i confini del rispetto e dell’interesse pubblico. Continuare così significa alimentare solo sfiducia e disaffezione, trasformando la politica locale in uno spettacolo di cui i cittadini farebbero volentieri a meno.
E a questo punto, più che nuove polemiche, servirebbe una scelta di responsabilità. Perché il vero scandalo non è finire su un giornale satirico, ma farlo per l’ennesima volta senza che nulla cambi.
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