Carlo Acutis Santo per la gioia di tanti, ma ad Assisi e sul web già impazza quel “business” che fa discutere
In molti chiedono una regia su forme di turismo in evoluzione, altri sollecitano a non dimenticare altri Santi a cui la città è legata. Intanto nascono nuovi "gadget" (anche cibari) per un brand religioso che fa parlare

(Stefano Berti) Carlo Acutis Santo per la gioia di tanti che ad Assisi arrivano in gruppi ormai già da alcuni anni per fare visita alla tomba del giovanissimo ragazzo, “l’influencer di Dio”, appassionato di informatica, autodidatta, che oltre vent’anni fa aveva capito come trasformare il web in uno strumento di evangelizzazione. Una grande gioia per molti che si recano in preghiera nella Chiesa di Santa Maria Maggiore ad Assisi, oggi denominata anche Santuario della Spoliazione, luogo in cui San Francesco d’Assisi si spogliò dai suoi panni, mettendo da parte la ricchezza familiare dalla quale proveniva ed abbracciando la povertà.
E mentre c’è chi ad Assisi chiede di ricordare anche oggi non solo San Carlo Acutis, ma i tanti Santi che della città hanno fatto la storia, oltre a San Francesco e Santa Chiara, molti citano San Rufino, patrono della Città, San Vetturino, San Gabriele dell’Addolorata, San Giuseppe da Copertino, oggi intorno al nuovo Santo c’è già il business delle vendite dirette – nei negozi – e online.
I ritratti in resina o in legno del giovane San Carlo Acutis impazzano in città e non solo, venduti ad ogni prezzo, insieme a croci, rosari, portachiavi, santini, preghiere. E ancora calamite, borse, magliette personalizzate, cappellini, bracciali di ogni forma e colore o medaglioni con il suo volto ritratto.
Ma soprattutto arrivano anche gadget “cibari” che portano alla discussione se sia giusto o sbagliato produrre tali prodotti “marchiati” con il nome del Santo. Posto che sulla scia di San Francesco e dell’ordine francescano a cui lo stesso diede vita nacque addirittura anche un noto alcolico digestivo che ne prese il nome, oggi marchio affermato e venduto in Italia e non solo, ecco che sono comparsi con il nome e il volto di San Carlo Acutis dolci racchiusi in busta, bevande, e chi più ne ha più ne metta.
E quando la religione si mescola con il business, allora in molti casi apriti cielo. La discussione si amplia, in tanti chiedono lumi, specialmente nel mondo social che oggi tende ad amplificare tutto in maniera da portare l’audience a livelli a tratti impressionanti. Se si digita il nome di San Carlo Acutis sui principali motori di ricerca, quello che appare è un sottobosco commerciale popolato da migliaia di oggetti, acquistabili da tutte le parti del mondo.
Mentre ad Assisi si discute anche sulla domanda turistica legata a San Carlo Acutis, che sta assumendo una importanza crescente, con cambiamenti che a parere degli esperti vanno osservati, monitorati e gestiti per non modificare troppo l’offerta proposta dalla città che offre anche accoglienza al di fuori dai percorsi religiosi, per un nuovo fenomeno che influisce sul tessuto sociale e commerciale, sui residenti che la città la vivono, e sul quale in molti chiedono una regia e più consapevolezza per gestire anche incoming turistici oggi in via di sviluppo e di cambiamento.
Sì, perché l’industria commerciale attorno a San Carlo Acutis tocca anche la sfera delle agenzie turistiche. Sono diversi i tour organizzati sulle tracce del primo santo millennial. Da Milano, dove Acutis viveva e pregava, ad Assisi. Un “brand” dal volto pulito di un giovane ragazzo oggi Santo che si moltiplica di giorno in giorno, oggi ancor di più. Se sia giusto o sbagliato con certezza non lo sapremo mai, ma è questo quello che sta accadendo.
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