
Il Magnifico Rione di Porta San Pietro ha vinto il Palio della decima edizione di Perugia1416, la rievocazione storica organizzata dall’omonima associazione di promozione sociale che si è tenuta nel centro storico perugino da venerdì 13 a domenica 15 giugno. Questa la classifica dall’ultimo al primo: 5º Porta Eburnea; 4º Porta Santa Susanna; 3º Porta Sant’Angelo; 2º Porta Sole; e 1° Porta San Pietro. Come noto il Palio è stato vinto nelle precedenti edizioni per tre volte da Porta Santa Susanna (2016, 2017, 2019); due volte da Porta Sole (2018 e 2024), una da Porta Sant’Angelo (2022) e da Porta Eburnea (2023). Simbolicamente, non essendo stato conteso causa pandemia, nel 2020 è stato donato alla città di Perugia, e nel 2021 agli operatori economici del Centro Storico.
Mentre la Corsa del drappo, terza ed ultima prova sportiva, è stata conquistata da Porta San Pietro, seguito da Porta Sole, Porta Santa Susanna, Porta Sant’Angelo e Porta Eburnea. A proclamare il vincitore è stato Braccio Fortebracci che, sulla scala di palazzo dei Priori, ha formulato il discorso finale e ha infilato al collo del Capitano del Rione vincitore la solenne catena con medaglia (un grifo bianco in campo rosso, già nel 1416 ed a tutt’oggi stemma di Perugia). Consegnato al Console di Porta anche il Palio della vittoria, che porta la firma di Francesca Biancalana, studentessa al secondo anno dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia risultata vincitrice del concorso il “Palio d’artista”). Nel corso del pomeriggio di domenica premiati anche i giovani rionali di Porta Eburnea, vincitori della competizione del tiro alla fune nella giornata di venerdì. A chiusura di Perugia1416, e a coronamento dell’attività per l’internazionalizzazione che hanno visto molti studenti di altre nazionalità sfilare con i Rioni, in collaborazione con l’Università per Stranieri sarà proclamato l’Ambasciatore di Perugia1416 all’Estero 2025: la cerimonia si terrà nell’Aula Magna il 17 giugno durante un concerto di Bel Canto offerto dalla Ambasciatrice 2024, la cantante lirica italo-argentina, Haydée Dabusti.
Dopo le prime due gare spettacolari – arco storico e Mossa della Torre – e ieri notte lo spettacolare arrivo in città di Braccio ForteBracci, il terzo giorno e ultimo di Perugia 1416 ha visto lo spettacolare corteo storico (con tanto di delegazioni arrivate da tutta l’Umbria) e la gara regina della manifestazione, appunto la Corsa del Drappo, concentratisi in poco più di due ore. dopo la partenza del Corteo della Reggenza dalla sede di Perugia1416 seguito da quello di Braccio Fortebracci che da piazza Italia ha percorso tutto Corso Vannucci per ricongiungersi all’altro in piazza Grande (piazza IV Novembre), dove il primo Priore nero, del Nobile Collegio della mercanzia, ha accolto Braccio quale nuovo signore della Città consegnandogli sotto il Grifo, simbolo di Perugia, le chiavi della città. Subito dopo i cinque Rioni, interpretando il tema univoco 2025 (“Del potere e dei poteri: potere sacro e temporale prima e dopo Braccio”), hanno sfilato nell’ordine della classifica della precedente edizione: i 5 Rioni sono stati giudicati dalla Giuria per l’attinenza storica, l’interpretazione e la scenografia.
Queste le trame dei cortei dei vari Rioni
Magnifico Rione di Porta Sole:
Il corteo del Magnifico Rione Porta Sole dell’edizione 2025 di Perugia 1416 rievoca alcuni eventi che a cavallo dei secoli XIV e XV interessarono la comunità ebraica perugina, la cui presenza in città è attestata sin dal 1256. Le vicende narrate risultano significative del dualismo tra potere temporale e potere sacro, in quanto la comunità ebraica perugina subì sia il potere temporale, sia quello della Chiesa, ma al contempo, in tempi diversi, ricevette protezione sia delle istituzioni comunali, sia dal Papa.
Magnifico Rione di Porta San Pietro:
Nel corteo del Magnifico Rione di Porta San Pietro, un intreccio tra leggenda e storia, un episodio che, nonostante la vittoria dei perugini, nei secoli si è voluto dimenticare, addirittura “bruciare”. Perugia era rimasta uno dei pochi comuni dell’Italia centrale non ancora sottomessi allo Stato della Chiesa. Dopo tre tentativi falliti, il Papa Francese da Avignone inviò un terribile emissario: il cardinale Gérard de Puy, detto il “Mommaggiore” che instaurò una tirannia fatta di tasse opprimenti, soprusi e rocche e camminamenti sopraelevati erette non per difendere la città, ma per proteggersi dai perugini, ormai affamati e furiosi.
La leggenda narra che i cinque Rioni, già allora esistenti, insieme a Raspanti e Beccherini, corrompendo il capitano di ventura Giovanni Acuto (al soldo di Avignone), innescarono la miccia di una ribellione che portò alla cacciata del Mommaggiore da Perugia. Fu così che, riportata la concordia in città, si insediò un nuovo governo. Di rocche, cantieri e camminamenti nascosti oggi non resta più nulla: furono distrutti dalla rabbia e dai fuochi dei perugini con arieti e catapulte
Magnifico Rione di Porta Sant’Angelo:
ll Magnifico Rione di Porta Sant’Angelo ha rievocato il dualismo tra potere sacro (rappresentato dalla Chiesa) e potere temporale (incarnato dalle istituzioni laiche) ha rievocato gli anni successivi al 1420, quando Braccio Fortebraccio consolida un vero e proprio dominio personale su numerose città dell’Italia centrale e si rivolge a Papa Martino V chiedendo di essere nominato “vicario papale”. Il Papa, inizialmente diffidente, capisce però che sconfiggere Braccio avrebbe richiesto un grande sforzo militare, con esiti incerti: per questo gli riconosce pieni poteri su quei territori e, in cambio, Braccio promette fedeltà alla Chiesa e si impegna a governare in suo nome. Uno dei primi ‘casi’ da risolvere riguarda una disputa tra rappresentanti delle Corporazioni e i Fraticelli durante l’allestimento di una Fiera in onore di San Michele
Magnifico Rione di Porta Eburnea:
Di fronte al tema del Potere, il Magnifico Rione di Porta Eburnea ha voluto quest’anno ricordare la lotta “sotterranea” fra papa Martino V e Andrea Fortebraccio, di cui una vittima sacrificale fu Matteuccia di Francesco da Ripabianca, meglio conosciuta come Matteuccia da Todi e prima “strega” italiana processata e arsa sul rogo. E anche la presenza del predicatore Bernardino da Siena, protetto del Papa e presente sulle piazze dell’Italia centrale con i suoi strali contro “indovini e incantatori” non fu certo indifferente alla mala sorte della povera Matteuccia.
Magnifico Rione di Porta Santa Susanna:
Nel corteo del Magnifico Rione di Porta Santa Susanna si fronteggiano la spada e il pastorale: simboli della forza e della fede. Quando un bimbo apre un libro donatogli dal nonno, si spalanca l’abisso dell’eterna sfida: l’altare e la giustizia, il sacro e il laico, si contendono l’anima dell’uomo, rimasto nudo, senza scudo, al bivio di una scelta. Alla fine, sulla scena di questo duello rimangono due soli, che si fronteggiano, immobili nel loro splendore. A Perugia si contrapponevano le mire di potere dello Stato della Chiesa e le ambizioni di autonomia delle famiglie nobili locali. Due luci in lotta, una sacra-religiosa, l’altra profana-temporale e l’eterna domanda: quale splendeva di più?… che lascia tutti senza risposta.
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