Donatella Porzi: “Ricostruire quel Centro Riformista che serve alla sinistra. Questa l’ambizione che mi ha spinto a candidarmi”
"Daremo supporto alla candidata presidente Stefania Proietti con una nuova forza nella quale convergono i partiti di Azione, Partito Socialista italiano, Partito Repubblicano italiano, Più Europa e permeata da una buona dose di civismo"

“Ricostruire quel CENTRO RIFORMISTA che serve alla sinistra. Questa l’ambizione che mi ha spinto a candidarmi come consigliere alle prossime elezioni regionali con la lista Umbria Futura. Daremo supporto alla candidata presidente Stefania Proietti con una nuova forza nella quale convergono i partiti di Azione, Partito Socialista italiano, Partito Repubblicano italiano, Più Europa e permeata da una buona dose di civismo. Più che una lista, Umbria Futura è un progetto politico che, esattamente come in Emilia Romagna che va al voto il 17 e il 18 novembre come noi, è stato creato perché non ci rassegniamo all’idea dell’assenza e della frammentazione di un centro che rappresenti valori popolari, liberali e rifornisti, fortemente riformisti. Così daremo pragmatismo e concretezza all’agire amministrativo, del quale crediamo ci sia un forte bisogno, così come c’è bisogno di uno sguardo attento verso la fascia moderata dell’elettorato, che vogliamo riportare al voto” – è quanto afferma Donatella Porzi, candidata consigliere con la lista Umbria Futura.
“Questo ci contraddistingue rispetto ad altre formazioni che spesso si caratterizzano come forze del “no”; con questo bagaglio fattivo vogliamo continuare ad essere in mezzo alla gente come lo siamo sempre stati, cercando di raccogliere i bisogni e tradurli in riforme amministrative. Diremo si, alla rimessa in sesto della la nostra sanità pubblica, da modello virtuoso su scala nazionale ora ridotta a cenerentola da un’amministrazione regionale che ha scelto di rafforzare il privato. Le misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza Covid potevano essere indirizzate a migliorare i servizi alle persone e alleggerire il carico di lavoro del personale sanitario. Invece ci siamo ritrovati con liste d’attesa infinite, il 9,2 per cento delle famiglie che non riesce a curarsi perché non ha i soldi per farlo, un esodo degli umbri verso altre regioni per effettuare le cure, medici che se ne vanno dalle nostre strutture pubbliche in cerca di condizioni di lavoro più umane e meglio retribuite.
Diremo sì allo sviluppo economico, per il quale apro una riflessione più ampia sul ruolo sinergico che su questo tema possono avere il mondo del lavoro, la formazione, l’orientamento, la scuola. Senza una formazione mirata e supportata davvero dalle istituzioni regionali continueremo a raccogliere dati che puntualmente di restituiscono il quadro di lavoratori che non trovano occupazione e di imprese che fanno fatica a reperire lavoratori con le skill di cui hanno bisogno. Alla scuola, sottoposta ad un costante processo di precarizzazione del personale che penalizza sia la continuità didattica degli studenti sia la continuità della programmazione, con il rischio di bassi rendimenti scolastici e ancora troppi abbandoni, non si può chiedere anche di accollarsi il grande tema dell’orientamento. Quest’ultimo – sottolinea Porzi – non può che essere gestito se non con una ampia partecipazione del mondo produttivo e delle famiglie, che devono conoscere le possibilità occupazionali offerte dal nostro territorio. La Regione dovrebbe assumere il ruolo di coordinamento ed adottare politiche che mettano le imprese nelle condizioni di rafforzare la propria produttività con forze lavoro adeguate, creando le condizioni per aumentare i redditi e il benessere delle famiglie, arginando lo spopolamento dei piccoli territori e la fuga dei nostri giovani supportandoli con i servizi necessari. E’ palese che nella nostra regione, come nel resto del Paese, manca la cura verso quel settore industriale che ha fatto grande l’Italia, che non possiamo pensare di affidare solo al turismo la crescita di una regione che può eccellere in tanti altri settori. Proprio questa cura una forza riformista come Umbria Futura intende sollecitare e attuare”.
“Peraltro – conclude Donatella Porzi – sappiamo bene che l’Umbria è tra le regioni che invecchia di più in Italia, un processo virtuoso non può che incidere positivamente sul necessario ricambio generazionale senza il quale non saremo in grado di garantire pensioni eque e sostenibili. Ecco soprattutto agli anziani e alle persone più fragili dovremo garantire il diritto ad avere servizi per una vita dignitosa, e per far questo dovremo restituire al Terzo settore, al volontariato e all’associazionismo il ruolo di primo piano che merita. Diremo sì alla modernizzazione e al necessario salto di qualità delle nostre infrastrutture L’aeroporto non può essere l’unico vettore su cui concentrare le energie, quando il nostro tessuto sociale ed economico ha bisogno di una rete di trasporto e mobilità integrata, con opere strategiche che facilitino i collegamenti da e verso l’esterno per agevolare gli scambi commerciali e attrarre investimenti e, nel contempo, che garantisca la mobilità interna di tutti i cittadini, senza penalizzare gli abitanti dei territori più periferici e isolati, che devono restare al centro delle nostre politiche”.
Attenzione anche alla cultura e allo sport, entrambi strumenti educativi e di crescita per eccellenza, ma anche fonte di socializzazione e di sviluppo delle tante realtà che intorno a questi settori mantengono vivi beni e tradizioni. Stefania Proietti avrà bisogno di noi per fare tutto questo. Ecco perchè mi candido per il consiglio regionale, mettendo il mio bagaglio di esperienze e la passione che mi ha sempre caratterizzato, sia come amministratore di maggioranza sia di minoranza, al servizio di un progetto Per l’Umbria al Centro – questo lo slogan che ho scelto per accompagnarmi in questa sfida – che vorrei attuare per l’Umbria Futura.
(La candidata ha aderito alle offerte promozionali del gruppo editoriale Assisi News – Umbria Social in occasione delle Elezioni Regionali 2024)
© Riproduzione riservata



