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A Report va in onda la vicenda “Tartufo gate”. Presidente Tesei: “Grazie per avermi ricordato che in questi anni abbiamo aiutato oltre diecimila aziende umbre”

Il 'non caso' (perché archiviato) trasmesso su Rai 3. La sinistra attacca ancora, la destra difende: "Strumentalizzazione politica". Tesei: "Vicini all'economia umbra per il covid, aziende più forti. Pronto un piano per 25mila nuovi posti di lavoro"

(Ste.Ber.) E’ stata la vicenda del “Tartufo gate”, raccontata da Luca Bertazzoni in collaborazione con Marzia Amico, ad aprire la puntata di Report domenica 10 novembre alle 20.30 su Rai 3 e RaiPlay. A Report, il caso – archiviato, quindi un ‘non caso’. Nel 2021 la Regione Umbria aveva deliberato uno stanziamento di fondi per la filiera del tartufo. Circa metà dei 10,7 milioni di euro è finita alla Urbani Tartufi, il cui amministratore delegato è Gianmarco Urbani, marito dell’assessore al bilancio della Regione Umbria Paola Agabiti. Nel periodo in cui veniva predisposto il bando, il figlio della presidente Donatella Tesei è stato poi assunto a tempo indeterminato dalla Urbani Tartufi. Per queste vicende la Procura di Perugia indagò per abuso d’ufficio Donatella Tesei e l’assessore Paola Agabiti.

Durante la puntata di Report, in prima serata sulla terza rete Rai, è stato sottolineato come il tema della riforma della giustizia, entrata in vigore il 25 agosto scorso, abbia decretato l’abolizione del reato d’abuso d’ufficio e un depotenziamento del reato di traffico di influenze illecite. Una riforma voluta dal ministro Carlo Nordio. L’inchiesta ha ricostruito il passato di Nordio come pubblico ministero e analizzato i cambiamenti dopo le modifiche apportate dalla riforma sulla giustizia. Immagini dall’ultimo consiglio regionale, e protagonisti “rincorsi” – senza rispondere – poco fuori il palazzo. Tamtam sui social, fra chi – da sinistra – invitava a guardare la puntata, e chi – da destra – sarcasticamente rispondeva di lasciar perdere.

E, nel giorno dopo la messa in onda, non tarda la risposta della presidente uscente e candidata del centrodestra alle elezioni regionali Umbria 2024 Donatella Tesei, che sul caso non aveva fin qui voluto dichiarare nulla in quanto “non sussiste”. “Una trasmissione – la dichiarazione di Tesei riferita a report – mi ha permesso di ricordare che in questi anni abbiamo aiutato oltre diecimila aziende. Abbiamo finanziato imprese in questo settore e in tutti i settori. Abbiamo aiutato l’economia umbra a far fronte alla crisi del covid e a uscirne più forte. E lo abbiamo fatto aiutando tutti, imprese amiche e non amiche e anche questa è una novità. Con il nostro sostegno abbiamo permesso alle imprese di crescere ed assumere nuovo personale e oggi l’Umbria ha un tasso di occupazione di cinque punti superiore alla media nazionale. Abbiamo aiutato tante aziende – ha poi concluso Tesei – e vi do una notizia, con il vostro aiuto continueremo a farlo e grazie a un grande piano per l’occupazione, permetteremo di creare 25mila nuovi posti di lavoro.”

E, in appoggio della presidente Tesei, anche nei giorni scorsi, dopo gli attacchi di PD e M5Stelle, con Bori e De Luca che avevano addirittura lasciato l’aula nell’ultimo consiglio regionale in cui la presidente si era rifiutata – insieme all’assessore Urbani – di discutere sul tema, con tanto di troupe Report presente – erano arrivate varie note di appoggio, diffuse in particolare via social: “Le filiere nascono per mettere in connessione piccole aziende agricole che fanno confluire il tartufo proveniente dai loro terreni, alle aziende trasformatrici che lo confezionano o l’utilizzano per  fare condimenti, salse, oli al tartufo, ecc… Sono state istituite 5 filiere – icono dal centrodestra umbro – del tartufo, composte da 269 aziende agricole e 6 trasformatrici e sono state finanziate tutte le aziende che hanno chiesto il contributo. I 4.800.000 € a cui fa riferimento Report sono stati distribuiti a 98 aziende agricole per 4.100.000 € e all’Urbani Tartufi per 713.000 €. Quindi non è vero che una sola azienda ha preso 4.800.000 come sostiene il servizio. La mistificazione per fini politici piuttosto evidente. Il figlio della presidente è stato assunto nel 2020 e non nel 2022 e non é il direttore commerciale come afferma Report. Infine la Presidente Tesei è completamente estranea ai fatti non a caso prima dell’archiviazione, non le é mai arrivato alcun avviso di garanzia. E’ evidente – concludono dal centrodestra – la strumentalizzazione politica per un fatto che non sussiste. Scandaloso che ciò avvenga tramite il servizio pubblico”.

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