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Governatori più amati d’Italia, cresce il consenso per Donatella Tesei

La presidente della Regione Umbria è all'ottavo posto del podio (55%) del Governance Poll 2023 del Sole 24 Ore

Cresce la fiducia a Donatella Tesei. A confermarlo è il Governance Poll 2023, monitoraggio sull’apprezzamento degli amministratori locali che ogni anno Noto Sondaggi effettua per il Sole 24 Ore sulla base di un campione di mille abitanti per ogni regione.

La presidente della Regione Umbria è ottava nella lista dei 17 governatori a elezione diretta con un indice di gradimento del 55%. Più della metà degli intervistati, quindi, sarebbe disposta a votare il secondo mandato di Donatella Tesei.

Un netto aumento rispetto al 44,5% del Governance Poll 2022. La presidente dallo scorso ha recuperato più di 10 punti percentuali, dato sicuramente non scontato in vista di una prossima ricandidatura in Regione e che farà gioire anche la stessa Lega.

Fra i punti focali di successo uno riguarda l’Umbria del turismo, mai così in alto nel gradimento e nel  numero dei visitatori nazionali e internazionali conquistati in questi anni: collaborazione attiva con gli operatori del settore per dare vita ad una comunicazione vincente, strumenti innovativi per una regione bella e ricca.

Bene perché le politiche economiche e di sviluppo sostenute con i bandi hanno finanziato il futuro e messo gli uffici regionali a disposizione delle imprese e degli artigiani. L’Umbria registra un tasso occupazionale pari al 38,5% (6,5 punti percentuali sopra la media nazionale). Le persone avviate a percorsi di politica attiva la percentuale cresce al 62,9% (19 punti sopra la media nazionale.

Altro vincente è l’aeroporto dell’Umbria diventato centrale per l’economia dell’Umbria e per evitare qualsiasi forma di isolamento con il resto del Paese e delle piazze più importanti dell’europa. Voli e passeggeri record mese dopo mese. La Perugia-Ancona che terminerà ad inizio 2025 e il nodino di Perugia finanziato. Crescita anche per i bilanci sani senza aumentare le tasse.

Dati positivi anche negli ambienti sanitari  e un numero crescente di recupero delle prestazioni. Non è la privatizzazione ma la collaborazione tra sanità pubblica e privata che in Umbria sembra piacere.


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