Gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Perugia e del Commissariato di Foligno, hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari, della durata di 6 mesi, emessa dal giudice per le indagini preliminare del Tribunale di Perugia a carico di un cittadino rumeno di 46, residente a Foligno, già destinatario della misura del divieto di avvicinamento alla ex compagna emesso lo scorso settembre dopo che a novembre dello scorso anno, si era reso responsabile di gravi atti persecutori ai danni della donna, una connazionale residente a Perugia. Geloso della donna, non le permetteva di condurre serenamente la propria quotidianità, a partire dal lavoro, tentando di opporsi ogni qual volta la compagna interagiva con altre persone.
Secondo le indagini l’uomo, positivo al Covid, era entrato in casa della ex compagna nel tentativo di infettarla e trascorrere così, insieme, la quarantena. È solo una delle accuse nei confronti del 46enne che si era impossessato con la forza dello smartphone della vittima per controllare le foto, i video e i messaggi contenuti nel cellulare. La donna, inoltre, si è trovata a dover subire anche gli appostamenti del 46enne nei pressi della propria abitazione e la ricezione di messaggi ed email, oltre a una intrusione in casa, nel corso della quale l’ex compagno le aveva sottratto oltre 2mila euro. L’uomo è anche accusato di aver minacciato la donna di diffondere un video realizzato di nascosto durante un rapporto sessuale, se non avesse acconsentito a riprendere la loro relazione. In base agli elementi raccolti dalla polizia il gip ha ritenuto “non più idonea” la misura del divieto di avvicinamento e ha disposto quella cautelare degli arresti domiciliari.
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