Scuola, l’algoritmo lascia a piedi i docenti: considerati per errore rinunciatari
L'anno scolastico inizia tra molte polemiche e situazioni di instabilità
L’inizio della scuola è un momento traumatico non solo per gli studenti. Molti insegnanti, precari, si trovano per mesi in situazione di incertezza dettata dalla disorganizzazione che da anni invade il mondo scolastico.
Nelle scorse settimane, l’Ufficio scolastico regionale ha effettuato 724 nomine in ruolo di docenti e assegnato 3.185 supplenze annuali, di cui quasi il 67% riguardano il sostegno. A queste si aggiungono le 169 assunzioni e i 281 contratti a tempo determinato del personale Ata.
Non mancano tuttavia le polemiche perché, per quanto riguarda i docenti, molti dei posti assegnati non sono realmente disponibili (si stima all’incirca un 20%). Molti insegnanti, che erano in graduatoria per le supplenze, hanno nel frattempo vinto il concorso e sono stati nominati in ruolo.
Ad accrescere la confusione anche l’algoritmo, il sistema informatizzato che attribuisce le supplenze da GPS ai docenti per l’anno scolastico 2022/23. Docenti precari, che da anni svolgono supplenze, non avranno un incarico da GPS per tutto questo anno scolastico perché il sistema non li ha individuati: al posto loro insegnanti con punteggi decisamente inferiori.
Se l’algoritmo infatti non individua, fra le preferenze espresse dal candidato, le sedi lasciate libere dai candidati che lo precedono per punteggio, preferenza, riserva o precedenza, il candidato viene automaticamente e inderogabilmente considerato rinunciatario per quella classe di concorso e non potrà più ricevere nomina da GPS per quella specifica cdc per l’intero anno scolastico. Le sedi vengono assegnate al candidato solo se c’è perfetta coincidenza fra le preferenze espresse e la sede risultante libera per scorrimento.
Il supplente, che non ha espresso determinate preferenze, è quindi considerato rinunciatario e non potrà più ricevere nomina da GPS per quella specifica cdc per l’intero anno scolastico. Anche se ci sono più turni di nomina, l’algoritmo va avanti e non torna indietro. I supplenti, nonostante siano in posizione alta in GPS, possono sperare di ottenere un incarico da graduatorie di istituto ma non da GPS.
“La scuola ricomincia, ma a fronte delle rassicurazioni del ministro Bianchi, che affermava che tutti i docenti sarebbero stati in cattedra dal primo giorno, questo non si è realizzato. In realtà ne mancano ancora molti. Ma, soprattutto, nell’assegnazione degli incarichi, l’algoritmo da noi già criticato lo scorso anno ha sbagliato nell’assegnare l’incarico, spesso non tenendo conto delle leggi 104 e 68 o dell’invalidità”. È quanto dichiara Lucia Marinelli, segretaria generale di Uilscuola Umbria, dopo aver constatato la situazione al momento della riapertura delle scuole.
“Molti docenti – prosegue Marinelli – che hanno avuto sempre incarichi, quest’anno si trovano all’asciutto, è vero che molti hanno sbagliato l’espressione delle preferenze, ma di certo l’algoritmo ha fallito. Abbiamo il paradosso di docenti specializzati nel sostegno, superati da docenti senza specializzazione. Molte le rettifiche, per cui abbiamo docenti che hanno preso servizio il 1° settembre, che si trovano modificata la sede. Gli impiegati che lavorano presso gli Uffici territoriali scolastici stanno lavorando a ritmi forsennati per correggere ‘a mano’ gli errori. E noi sindacati siamo subissati di richieste d’aiuto e intervento. Uilscuola che si ritorni alle convocazioni in presenza, modalità in cui si può subito intervenire a correggere gli errori”.
“Poi vogliamo parlare del personale Ata che, senza organico covid – afferma ancora la segretaria generale –, si trovano con forte riduzione dell’organico (anche 5/6 persone in meno) ma dall’altro lato, si chiede loro di continuare sanificazione e igienizzazione dei locali, in aggiunta a quelle che sono le normali mansioni? Abbiamo scuole che non riescono ad aprire i plessi scolastici. I dirigenti scolastici si stanno muovendo in questa situazione cercando d’accogliere i ragazzi meglio possibile, tra carenza di organico, apertura mense, problemi di sicurezza, protocolli anti-covid che si risolvono in apertura delle finestre e sanificazioni; con tutte le responsabilità che ricadono su di loro. Quindi, non è vero che tutto va bene. La scuola deve tornare al centro della politica, ma non solo adesso, che ci approssimiamo alle elezioni perché sulla scuola si gioca la credibilità di un Paese”.
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