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Covid, in Umbria continua l’incremento dei casi positivi

Oggi sono 14.665 i positivi e 180 i ricoverati, Coletto: "L’aumento dei contagi in Umbria in linea con la tendenza che si sta riscontrando in tutto il paese"

Il numero dei positivi al Coronavirus ha ripreso a salire. In Italia Omicron 5 sta prendendo sempre più piede e il repentino incremento dei casi sembra essere legato in gran parte alla nuova variante. Questo è ovviamente dovuto all’alleggerimento delle misure oltre che, come ritengono alcuni esperti, alla dismissione delle mascherine.

Anche l’Umbria non è immune alla settima ondata di covid-19. Nel cuore verde d’Italia aumentano sia i dati dei positivi sia quelli dei ricoverati. Considerato l’incremento, la dirigenza sanitaria regionale ha disposto nuovi posti letto da destinare al covid nell’immediato: «6 posti letto in più a Pantalla, 12 a Foligno e 6 a Gubbio, mentre a Terni e Perugia si lavora all’ipotesi di ulteriori incrementi, ma in attesa che lo richiedano i numeri», è quanto ha riferito il direttore sanitario Massimo D’Angelo.

Oggi, venerdì 1 luglio, sono 14.665 gli attuali positivi al coronavirus in Umbria (+784 rispetto al 30 giugno). Secondo il bollettino della Regione Umbria e della Protezione Civile, nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 698 tamponi e 3.816 test antigenici in tutta la regione. I positivi ricoverati sono attualmente 180 (+5 rispetto al 30 giugno) di cui 5 (dato invariato) in rianimazione, 122 (+2 rispetto al 30 giugno) in area medica Covid e 53 (+3 rispetto al 30 giugno) negli altri reparti ospedalieri. Non ci sono decessi, il numero dei morti rimane 1884 dall’inizio della pandemia ad oggi.

Dal report della Regione Umbria emerge inoltre che l’incidenza settimanale mobile per 100.000 abitanti al 28 giugno è pari a 823. L’RDt sulle diagnosi calcolato per gli ultimi 14 giorni con media mobile a 7 giorni è in aumento attestandosi ad un valore di 1,51. L’andamento regionale dell’incidenza settimanale mobile per classi di età mostra un trend in aumento in tutte le fasce, l’incidenza più elevata è riscontrata nella classe compresa tra i 45 e 64 anni, mentre l’incidenza più bassa è registrata nella classe d’età tra 3 e 5 anni.

“L’aumento dei contagi sul territorio regionale – ha spiegato l’assessore Coletto – è in linea con la tendenza che si sta riscontrando in tutto il paese ed essenzialmente, deriva dal fatto che la variante Omicron 5 ha un tasso di infezione 6 volte più alto dell’influenza stagionale. E anche se la gravità dei sintomi non è alta, nelle persone fragili o immunocompromesse e per gli over 80, i sintomi possono essere importanti, tanto da richiedere l’ospedalizzazione. In questa fase risulta importante quindi, evitare di sovraccaricare i presidi ospedalieri”.

L’assessore Coletto, dopo aver ricordato la necessità di mantenere viva l’attenzione su tutte le forme di prevenzione utili a evitare il contagio, ha posto l’attenzione sul tema delle cure e dell’importanza della vaccinazione: “L’utilizzo delle terapie precoci, con anticorpi monoclonali o con antivirali orali – ha spiegato – entro 5 giorni dall’esordio dei sintomi, nei soggetti con fattori di rischio per sviluppare una malattia severa, è molto importante per ridurre la progressione del covid e la conseguente ospedalizzazione. Da tempo ormai – ha aggiunto – ho fortemente sostenuto, dopo aver sentito il parere dei medici esperti e dei ricercatori, l’utilizzo dei monoclonali per la cura della malattia prodotta dal covid”.


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