Dopo un anno di lavori, venerdì 1° luglio riaprirà la Galleria nazionale dell’Umbria con un nuovo allestimento, nuovi spazi e metodologie di fruizione modificate.
Il nuovo allestimento, firmato da Daria Ripa di Meana e Bruno Salvatici, finanziato per 5 milioni di euro dal Fondo Sviluppo e Coesione, offrirà al visitatore una fruizione più semplice e intuitiva, al servizio di un ordinamento museale cronologico, con alcuni inserti di opere recentemente acquisite o richiamate dai depositi.
Tra i principali esiti della riprogettazione, la creazione di due sale monografiche dedicate al più grande maestro umbro, Pietro di Cristoforo Vannucci, noto come il Perugino, capaci di rappresentarne la carriera dagli esordi fino alla morte. Questi capolavori, prima distribuiti in sette diversi ambienti, vengono ora riuniti in due ampi spazi, uno al terzo piano, dedicato alle imprese giovanili e della prima maturità, l’altro al piano inferiore, destinato alle prove più significative degli ultimi venti anni di attività.
Per la prima volta, la Galleria nazionale dell’Umbria si apre al contemporaneo; la Galleria, che conserva in prevalenza dipinti di soggetto sacro databili tra il XIII e il XVIII secolo, dedicherà la Sala 42 alla generazione di artisti umbri quali Gerardo Dottori, Alberto Burri, Leoncillo, che, con la loro presenza e il loro spessore culturale, hanno partecipato da protagonisti al dibattito sul contemporaneo in Italia, influenzandolo profondamente.
I lavori hanno permesso la creazione di un laboratorio di restauro, di un’aula didattica e di una biblioteca di Storia dell’arte, con quasi 30.000 volumi. Anche l’aspetto “green” non è stato tralasciato. In assenza di visitatori le luci saranno regolate al minimo, permettendo così un notevole risparmio energetico.
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